Cronaca 14:51 | 22/10/2026 - Rimini

Zanzini (Confcommercio): "Fermare la desertificazione commerciale e difendere l’identità dei luoghi è fondamentale"

“Accogliamo con favore il percorso legislativo che punta a dare ai Comuni maggiori strumenti per regolamentare le attività commerciali nei centri storici. È una direzione che Confcommercio della provincia di Rimini sostiene da tempo: qualità dell’offerta, identità e vivibilità urbana sono decisive per il futuro delle città. Il via libera della Camera è un segnale importante. Ci auguriamo che l’iter parlamentare si concluda positivamente, mettendo a disposizione delle amministrazioni strumenti concreti”.

Giammaria Zanzini, presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, commenta la proposta di legge sulla tutela e valorizzazione delle attività commerciali nei centri storici, approvata dalla Camera e ora attesa al Senato. Il testo permetterebbe ai Comuni di individuare aree di valore storico, culturale, paesaggistico e commerciale dove introdurre regole sulle tipologie di attività, sulle distanze tra esercizi e sugli orari, per tutelare il patrimonio urbano e favorire un’offerta coerente con i luoghi. “È un’impostazione che riprende le proposte del nostro documento ‘La città che cambia - Proposte per la salvaguardia del tessuto commerciale di prossimità’, condiviso con le amministrazioni della provincia. Chiediamo da tempo una programmazione che favorisca qualità, pluralismo dell’offerta, permanenza delle attività identitarie e investimenti qualificati. Non vogliamo frenare l’iniziativa imprenditoriale, ma consentirle di svilupparsi in modo equilibrato, nel rispetto delle peculiarità dei territori e contribuendo alla loro valorizzazione”.

L’urgenza è confermata dai numeri, che fanno parlare di desertificazione commerciale: secondo i dati dello studio Confcommercio ‘Città e demografia d’impresa’, dal 2012 al 2025 in Italia sono venuti meno 112.497 esercizi commerciali, ovvero una media di 22 al giorno, con un calo del 13,8%. “Non sono soltanto saracinesche abbassate: sono servizi, relazioni e presìdi di sicurezza che scompaiono. Il commercio è economia, ma anche identità, accoglienza e qualità della vita. Quando botteghe e negozi di vicinato lasciano spazio a un’offerta omologata e ripetitiva, i centri storici perdono attrattività. Il problema riguarda tutti: difendere l’autenticità significa investire sul futuro, anche turistico. Chi ci visita cerca luoghi curati, esperienze autentiche e servizi di qualità: non possiamo migliorare la nostra offerta turistica senza migliorare anche la qualità commerciale e urbana”.

Per Zanzini, la nuova normativa potrebbe rafforzare le strategie di rigenerazione urbana, anche attraverso gli Hub urbani e di prossimità previsti dalla legge regionale. “Se la legge sarà approvata, le amministrazioni non avranno più alibi: avranno strumenti in più per scegliere quale sviluppo commerciale promuovere e dovranno assumersi la responsabilità di usarli. Naturalmente conteranno il testo definitivo e le modalità applicative, ma il principio è chiaro: le città devono governare la propria evoluzione commerciale, non subirla. Servono regole chiare, equilibrate, insieme a incentivi agli investimenti e a un confronto costante con le associazioni di categoria. Continuare a guardare lo svuotamento dei centri storici e la sostituzione commerciale degradante senza intervenire non può essere un’opzione. Auspichiamo - conclude Zanzini - che l’iter si completi e dia ai Comuni strumenti efficaci. Confcommercio è pronta a fare la propria parte, proseguendo il confronto già avviato. La sfida non è decidere quanti negozi debbano esserci, ma quale commercio, quale turismo e più in generale quale città vogliamo per il nostro domani”.

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