Cronaca 13:18 | 09/09/2026 - Rimini

Zanzini-Presidente Confcommercio dubbioso sulle aggregazioni: “Non ripetiamo con i balneari quello che è successo al piccolo commercio con la Gdo”

“Aggregarsi sì, concentrare no. Sul futuro della spiaggia riminese credo sia utile guardare anche a ciò che è già accaduto in altri settori. Nel commercio abbiamo imparato, spesso a nostre spese, che crescita dimensionale, investimenti ed efficienza non coincidono automaticamente con il rafforzamento del tessuto delle piccole imprese”. Giammaria Zanzini, presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, interviene nel dibattito sulle aggregazioni previste dal Piano dell’Arenilein vista dei bandi per le concessioni di spiaggia.

“Capisco il ragionamento del presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi quando sostiene che aggregarsi possa aumentare la capacità di investimento delle piccole imprese e favorire servizi condivisi. È un obiettivo che condividiamo. Ma proprio l’esperienza del commercio ci impone grande prudenza quando dalle aggregazioni si passa alle macro-aggregazioni e alla concentrazione. Per anni – continua Zanzini – ci è stato spiegato che i grandi centri commerciali e la Gdo avrebbero portato più investimenti, più servizi, maggiore efficienza e più scelta. Il sistema organizzato veniva inoltre presentato come un modello capace di generare investimenti, maggiori oneri di urbanizzazione a beneficio del territorio e, di conseguenza, nuove opportunità occupazionali. Ma sappiamo che, nella realtà, queste aspettative non sempre si sono tradotte nei risultati annunciati. In parte alcuni benefici ci sono stati, ma conosciamo anche l’altra faccia di quel processo: migliaia di piccoli negozi hanno perso spazio e competitività, molte attività familiari sono scomparse e in tanti casi si è indebolita la rete commerciale che dava identità e vitalità ai nostri territori. Non vorremmo accorgerci fra qualche anno di avere applicato alla spiaggia lo stesso modello”.

Il punto, per Confcommercio, non è quindi opporsi al cambiamento. “La spiaggia deve innovare, investire e qualificare i servizi. Ma una cosa è mettere insieme più imprenditori locali perché possano essere più forti, altra cosa è creare grandi comparti che, per dimensione e fabbisogno finanziario, possano diventare progressivamente terreno naturale per grandi gruppi, S.p.A. o fondi di investimento. Il rischio è che oggi si aggreghi per competere e domani ci si ritrovi ad essere acquisiti da chi dispone di risorse straordinariamente superiori. È la lezione che ci arriva dalla GDO: quando il piccolo perde autonomia, il grande non necessariamente lo salva. Molto spesso lo incorpora. E con l’impresa si rischiano di perdere anche il rapporto diretto con il cliente, la capacità di decidere sul territorio e quella ricchezza diffusa che rimane nella comunità”.

Per Zanzini, anche le procedure di gara non risolvono automaticamente il problema: “Una gara formalmente aperta non garantisce da sola una concorrenza sostanzialmente equilibrata. Se le dimensioni dei progetti diventano tali da favorire chi dispone dei capitali maggiori, il rischio è arrivare, nel tempo, a meno operatori, meno pluralità e maggiore concentrazione. Per questo riteniamo che le micro-aggregazioni siano lo strumento più coerente con il modello riminese: permettono di condividere investimenti e servizi senza cancellare l’imprenditorialità diffusa, in linea con quanto evidenziato da tempo anche dal presidente SIB-Confcommercio Riccardo Ripa. La domanda che dobbiamo porci oggi non è soltanto quante risorse riusciremo ad attrarre, ma chi controllerà domani la nostra spiaggia. Altrimenti come garantiamo che, insieme alle concessioni, non si perda anche quel capitale umano e imprenditoriale che ha fatto la storia e le fortune del modello riminese?”.

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