L’estate 2026 consegna alle destinazioni balneari italiane un tema che va oltre il tradizionale bilancio di arrivi e presenze. Temperature elevate e ondate di calore sempre più significative stanno modificando il rapporto tra turismo, territorio e ambiente e impongono di ripensare il futuro delle località costiere.
Il cambiamento climatico è ormai una variabile concreta nella programmazione turistica. Può favorire l’allungamento della stagione verso primavera e autunno, ma aumenta contemporaneamente la pressione sulle risorse naturali, sui consumi idrici ed energetici, sulla mobilità e sugli ecosistemi costieri.
Il vertice delle comunità marine
Sarà uno dei temi al centro del Destination Summit delle Comunità Marine di Lignano Sabbiadoro, dove dal 23 al 25 settembre il G20Spiagge metterà a confronto amministratori, istituzioni ed esperti sui nuovi scenari aperti dalla stagione 2026. La sfida è trasformare una stagione potenzialmente più lunga in un’opportunità per distribuire meglio i flussi durante l’anno, alleggerire i picchi di luglio e agosto e costruire un’offerta italiana capace di valorizzare primavera e autunno. La sostenibilità diventa così non un’etichetta, ma una vera strategia di governo: acqua, energia, mobilità, verde, tutela delle spiagge, qualità urbana e capacità di adattamento agli eventi climatici estremi.
“Grazie al Piano urbanistico generale che stiamo per approvare, ci dotiamo di uno strumento capace di anticipare le grandi sfide del clima e della società”, dichiara la sindaca di Riccione, Daniela Angelini, delegata per il G20Spiagge al commercio e che sarà presente al Summit. “Affrontare la crisi climatica non significa solo gestire le emergenze, ma riprogettare le città con intelligenza e visione di lungo periodo. Vogliamo che il verde sia una vera e propria infrastruttura di salute pubblica. Proteggere il nostro mare, piantare alberi e restituire permeabilità al terreno sono scelte fondamentali per garantire destinazioni sicure, vivibili e sane per noi, per i turisti e per le generazioni future”.
“Il clima sta cambiando anche il turismo. Non possiamo limitarci a registrare temperature più alte o stagioni più lunghe: dobbiamo governare questa trasformazione. La sostenibilità deve diventare la condizione per continuare a crescere, proteggendo insieme la qualità dell’esperienza turistica e quella della vita dei residenti”, afferma Roberta Nesto, coordinatrice nazionale del G20Spiagge.
Il Summit di Lignano Sabbiadoro guarderà quindi oltre l’estate 2026. La domanda non sarà soltanto quanti turisti arriveranno sulle coste italiane, ma quale modello di destinazione vogliamo costruire per i prossimi dieci anni: più resiliente, meno dipendente dai picchi stagionali e capace di coniugare competitività e tutela del territorio. Da destinazioni leader del Mediterraneo.
I comuni aderenti
Fanno parte della rete del G20Spiagge le comunità marine di Alghero, Arzachena, Bibbona, Caorle, Castagneto Carducci, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino Treporti, Chioggia, Comacchio, Grado, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Piombino, Riccione, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Senigallia, Sorrento, Taormina, Viareggio e Vieste. Questi territori, da soli, attraggono cinquantacinque milioni di presenze turistiche, pari al dodici per cento delle presenze turistiche complessive in Italia.

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