Cultura 18:01 | 11/03/2026 - Ravenna

Giovedì 19, ore 10,00/Lezione-concerto con Francesco Martinelli, Lisa Manara, Mauro Negri & Emiliano Pintori al Teatro Alighieri

Iniziato lo scorso 9 marzo, Pazzi di Jazz raggiunge presto uno dei momenti salienti delle sue attività didattiche: la lezione-concerto che si terrà giovedì 19 marzo al Teatro Alighieri di Ravenna dalle ore 10 alle 12. Il pubblico sarà interamente composto da studenti delle scuole primarie e secondarie. Per coinvolgere e appassionare l’uditorio di giovanissimi, lo storico del jazz Francesco Martinelli, la cantante Lisa Manara, il celebre sassofonista Mauro Negri e il pianista Emiliano Pintori daranno vita a una lezione con musica dal vivo pensata per gettare un seme di curiosità culturale.L’incontro sarà anche registrato per la realizzazione di un video didattico che verrà messo a disposizione di tutte le scuole della città, raggiungendo così anche le classi che non potranno essere presenti all’Alighieri.

Al centro della narrazione e degli esempi musicali di Martinelli e compagni si troveranno le memorabili imprese musicali e l’avvincente biografia di Ray Charles, noto come “The Genius” per la visionaria capacità di gettare ponti tra generi musicali che ai suoi tempi erano considerati reciprocamente incompatibili. Le musiche di Charles sono al centro delle attività di Pazzi di Jazz 2026 e forniranno anche la scaletta per il concerto conclusivo del 3 maggio all’Alighieri. Con una vita a dir poco avventurosa e canzoni che hanno avuto una forte connotazione sociale, Ray Charles offre spunti in grande quantità, coi quali Martinelli creerà una coinvolgente narrazione, vivacizzata dagli esempi musicali dal vivo di Manara, Negri e Pintori.

Per avere un’idea della statura artistica di Ray Charles, basti dire che il suo nomignolo fu, non a caso, “The Genius”. Cantante dalla voce inconfondibile, pianista e compositore, figlio del profondo sud segregazionista degli Stati Uniti, nacque ad Albany il 23 settembre 1930. E, come recita il titolo del suo brano forse più celebre, il ricordo della Georgia lo accompagnò tutta la vita. Analogamente al suo ispiratore Nat King Cole, riassunse in sé molteplici elementi della cultura musicale americana: soul, R&B, jazz, blues, gospel.

Non vedente dall’età di sei anni, si formò in una scuola per sordi e ciechi, dove apprese la musica classica. L’ascolto del jazz e del blues avvenne attraverso la radio, già in tenera età. Si trasferì in Florida e poi a Seattle, dove realizzò le prime registrazioni discografiche ed ebbe il suo primo hit: Baby, Let Me Hold Your Hand. Firmato un contratto con l’Atlantic, nella seconda metà degli anni Cinquanta si affacciò al mercato nazionale con successi come I Got a Woman This Little Girl of Mine. Col nuovo decennio la sua fama si estese dal R&B al più ricco mercato del pop. Il pubblico ‘generalista’ cominciò ad amare la sua voce roca e potente al tempo stesso. A quel periodo appartengono classici come la citata Georgia on My MindHit the Road Jack Unchain My Heart. Ebbe problemi con la droga e per questo venne arrestato varie volte. Con Crying Time vinse il Grammy. Fu assai prolifico, non solo come musicista: si sposò due volte ed ebbe dodici figli. Negli anni Settanta il suo successo aveva raggiunto una scala planetaria e fu conduttore del celebre programma tv “Saturday Night Live”. Alla fine del decennio Georgia on My Mind diventò canzone ufficiale dello Stato della Georgia. Nel 1990, assieme a Chaka Khan, venne incluso nella hit di Quincy Jones, I’ll Be Good to You. Memorabili le sue partecipazioni al film The Blues Brothers e all’iniziativa benefica “We Are the World” organizzata da Quincy Jones. Interpreta se stesso in uno degli episodi della serie di documentari The Blues, prodotta da Martin Scorsese (Piano Blues, 2003, con la regia di Clint Eastwood), e a lui è dedicato il biopic Ray, diretto da Taylor Hackford, presentato al Toronto Film Festival il 12 settembre 2004, poche settimane dopo la sua morte, avvenuta il 10 giugno all’età di 73 anni.

Nato a Pisa nel 1954, Francesco Martinelli è impegnato fin dagli anni Settanta nella diffusione della cultura jazzistica in Italia come organizzatore di concerti, giornalista, saggista e traduttore, insegnante e conferenziere. 

Ha collaborato negli anni Settanta all’organizzazione delle memorabili Rassegne Internazionali del Jazz di Pisa. In seguito ha promosso nella sua città altri concerti e rassegne tra cui La Nuova Onda, l’Instabile’s Festival, An Insolent Noise. Come giornalista ha collaborato a MusicheMusica Jazz e Il Giornale della Musica, la rivista inglese Songlines. Ha pubblicato le discografie di Anthony Braxton, Evan Parker, Joelle Léandre e Mario Schiano. Come traduttore ha collaborato con Arcana, Il Saggiatore, EDT e con la pisana ETS per la collana Sonografie. Insegna Storia del Jazz presso l’Istituto Musicale Mascagni di Livorno e la Siena Jazz University; a Siena Jazz dirige anche il Centro Studi sul Jazz “Arrigo Polillo”, la più ampia raccolta di libri, riviste e registrazioni di jazz in Italia. La collana di testi jazzistici creata in collaborazione da EDT e Siena Jazz è da lui diretta. Ha insegnato per diversi anni a Istanbul alla Bilgi University e collabora tuttora con la Fondazione per la Cultura di Smirne per l’organizzazione del Festival del Jazz Europeo e la gestione del museo degli strumenti musicali tradizionali dell’Anatolia. Ha coordinato il vasto progetto internazionale promosso da Europe Jazz Network che ha portato nel settembre 2018 alla pubblicazione di The History of Jazz in Europe da parte della casa editrice inglese Equinox.

Allievo prediletto di Henghel Gualdi, il clarinettista, sassofonista, compositore e arrangiatore Mauro Negri nasce nel 1966 a Mantova, città nella quale compie gli studi classici, diplomandosi in clarinetto. Oltre alla sua attività in veste di leader, vanta collaborazioni stabili con il batterista francese Aldo Romano (del cui quartetto è membro fisso dal 1998 al 2001), con Enrico Rava (con cui registra tre Cd oltre a essere ospite del suo quartetto New Generation), con Richard Galliano (nel 2012 fa parte del suo quintetto Omaggio a Nino Rota e con esso gira il mondo), Henry Texier, Géraldine Laurent, Enrico Pieranunzi, ma anche Eros Ramazzotti ed Edoardo Bennato. Per più di due anni è stato il primo sax alto-clarinetto della Vienna Art Orchestra. Ma ha suonato dal vivo anche con Kenny Wheeler, Billy Cobham, Lee Konitz, Sal Nistico, Tony Scott, Steve Lacy, Paul Jeffrey, Jimmy Cobb, Gato Barbieri, Natalie Cole, Paolo Fresu, Tullio De Piscopo… A lungo docente alla prestigiosa accademia Siena Jazz, nel 2007 ha pubblicato il libro “Master in clarinetto Jazz” edito da BMG Ricordi.

Lisa Manara, nata nel 1992 a Sesto Imolese, viene avviata alla musica sin da bambina. All’età di 5 anni si avvicina al pianoforte, proseguendo per numerosi anni gli studi classici. Si appassiona al canto moderno dall’età di 16 anni, trovando in esso lo strumento che le permette di esprimere più compiutamente le sue emozioni. Nel 2010 inizia a esibirsi con gli imolesi Figli di Muddy ma è nel 2011 che diventa un volto popolare, partecipando talent “The Voice of Italy” nella squadra di Riccardo Cocciante. Sempre nel 2011 vince il concorso “Donne Jazz & Blues”, che le permette di partecipare a un workshop presso la Venice Voice Academy di Los Angeles.

La sua voce potente e graffiante è particolarmente congeniale per il blues e il soul (ma anche per il pop, come ha dimostrato con la sua partecipazione da corista al tour 2018 di Gianni Morandi). La Manara si è poi rivolta anche al jazz, sia frequentandone il circuito live che studiando con Bob Stoloff, Tiziana Ghiglioni, Maurizio Giammarco. “L’urlo dell’africanità” è il progetto che più l’ha avvicinata al mondo del jazz, con il suo repertorio in cui la matrice afro si mescola con influenze blues e suggestioni capoverdiane, sonorità soul e funk (con un programma che spazia da Nina Simone a Miriam Makeba, Cesária Évora e Fatoumata Diawara). Ha collaborato, tra gli altri, con i Quintorigo, Tommy Emmanuel, Eric Sardinas, Diunna Greenleaf…

Pianista e organista, nato a Bologna nel 1979, Emiliano Pintori è cresciuto musicalmente nella sua città, approfondendo il linguaggio jazzistico in workshop con George Cables, Harold Mabern, Aaron Parks, Barry Harris e attraverso ripetuti soggiorni a New York. È molto richiesto come sideman, come dimostrano le sue presenze al fianco di Steve Grossman, Tom Kirkpatrick, Joe Magnarelli, John Webber, Joe Farnsworth, Jesse Davis, Dida Pelled, Fabio Morgera, Piero Odorici, Fabrizio Bosso, Carlo Atti, Gianni Cazzola, Francesco Bearzatti, Zeno De Rossi, Flavio Boltro.

Il progetto Pazzi di Jazz 2026 è organizzato da Jazz Network con il sostegno del Comune di Ravenna e del Ministero della Cultura (Bando Musica Jazz). Pazzi di Jazz è inserito nel Piano Arricchimento Formativo del Territorio del Comune di Ravenna.

Informazioni

Jazz Network, tel. 0544 405666, e-mail: [email protected]

web: www.pazzidijazz.it – www.jazznetwork.it – www.crossroads-it.org

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