L’artista slovena Neja Tomšič torna a L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino dal 9 al 12 marzo per riprendere la sua ricerca intorno al mondo della fisarmonica a partire dall'archivio della Fabbrica Galanti in cui si era imbattuta durante la sua prima permanenza a Mondaino per il progetto europeo Stronger Peripheries. Con il progetto di ricerca The History of Accordions, Neja sta registrando interviste e video per testimoniare il periodo in cui l’intero paese viveva al ritmo della fisarmonica, cercando connessioni con la storia dello strumento in Slovenia. Intrecciando materiali d’archivio e testimonianze attuali Neja indaga la fisarmonica non solo come strumento musicale ma anche e soprattutto come elemento di connessione sociale: esportate negli Stati Uniti, le fisarmoniche si fecero tramite di usi e costumi che influenzarono la vita di altri popoli contribuendo alla costruzione della loro identità nazionale. Anche durante questa residenza Neja entrerà in contatto con la comunità locale per arricchire la ricerca di testimonianze vive e delineare con dovizia di particolari la storia di uno strumento tanto importante per la storia della cultura e della società del territorio. In più visiterà Castelfidardo, conosciuta in tutto il mondo come la Capitale della fisarmonica, e Camerano, altra cittadina con una profonda tradizione nella produzione di fisarmoniche. Il progetto di ricerca si inserisce in un programma biennale di residenze che vede riprendere la collaborazione tra L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino e Bunker, ente di produzione teatrale sloveno, iniziata in occasione del progetto europeo Stronger Peripheries - A Southern Coalition (2020-2024).
THE HISTORY OF ACCORDIONS
Neja Tomšič: artista, regista, performer, ricercatrice
Gašper Torkar: sound designer
Attuali partner e co-produttori: Bunker (SI), Teatro Mladinsko (SI), L’arboreto - Teatro Dimora (IT)
Nota biografica
Neja Tomšič (1982) è un’artista visiva, poetessa e scrittrice che vive e lavora a Lubiana (Slovenia), la cui pratica interdisciplinare unisce disegno, fotografia, poesia e performance. Attraverso l’indagine di storie dimenticate o spesso nascoste, la sua ricerca mira a ripensare le narrazioni dominanti, approfondendone le specificità e creando situazioni in cui possano emergere nuove comprensioni del presente.
Il suo progetto Tea for Five: Opium Clippers, un saggio performativo in forma di cerimonia del tè cinese, è stato presentato in 11 paesi ed eseguito in oltre 55 repliche. Il suo libro d’artista Opium Clippers ha ricevuto il premio per il miglior libro d’artista sloveno 2017/2018 e per il miglior design nella categoria “Libro come oggetto” alla Fiera del Libro di Lubiana.
Neja fa parte di Nonument Group, un collettivo artistico che mappa, archivia e interviene su monumenti, spazi pubblici ed edifici del XX secolo dimenticati, abbandonati o che hanno subito un cambiamento di significato.
Neja lavora anche come curatrice e produttrice ed è cofondatrice di MoTA - Museum of Transitory Art, una piattaforma di ricerca e produzione con sede a Lubiana dedicata all’arte transitoria.

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