L’Associazione OaSì - Insieme per le valli APS, che da anni opera per la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale e sociale della Valmarecchia, insieme alle Associazioni CRAS Rimini, dnA Rimini, Fondazione Cetacea, Legambiente Valmarecchia, Lipu Rimini, Monumenti Vivi Rimini e WWF Rimini, ha appreso dalla stampa della proposta - definita “Piano B” - di realizzare un nuovo tratto di pista ciclabile dalla località Madonna di Saiano nel Comune di Poggio Torriana (RN) fino a Ponte Santa Maria Maddalena nel Comune di Novafeltria (RN), lungo la sponda sinistra del Fiume Marecchia, in attesa dei finanziamenti per la passerella di collegamento tra i due tracciati esistenti. Comprendiamo e condividiamo l’interesse verso la mobilità dolce e il turismo slow, così come l’impegno delle Amministrazioni coinvolte nel sostenere lo sviluppo dell’area. Tuttavia, riteniamodoveroso richiamare l’attenzione su un punto essenziale: il tratto interessato non è un’area qualunque, bensì uno dei contesti fluviali più delicati e preziosi dell’intera valle. Siamo nell’ultimo tratto del Marecchia in cui permane una continuità naturale tra fiume e versante. Ciò significa che le dinamiche ecologiche non sono interrotte da opere antropiche: le acque che scendono dai versanti vengono intercettate dalla vegetazione e dal sistema idrologico del fiume, contribuendo alla ricarica delle falde che sostengono le nostre attività economiche e la vita stessa del territorio provinciale.
Siamo in un’ansa fluviale in erosione, mantenuta in equilibrio dinamico dagli assetti naturali esistenti. Inserire un’infrastruttura in tale contesto - che non potrà essere considerata “leggera” solo per definizione - comporta inevitabilmente una modifica di questi equilibri, esponendo l’opera stessa ai processi erosivi e generando verosimilmente costi ricorrenti di manutenzione e rifacimento, a carico della collettività.Di fronte all’area interessata si trova inoltre una zona di deposito fluviale su cui è stato edificato l’abitato di Pietracuta, nel Comune di San Leo. Intervenire in questo punto significa incidere sugli equilibri idraulici e idrogeologici complessivi, con possibili ripercussioni a valle. Le recenti alluvioni dovrebbero indurre a una prudenza ancora maggiore.
Inoltre l’area ricade in un’Oasi di protezione della fauna e ospita siti di nidificazione di specie protette. Siamo all’interno della Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale ZSC-ZPS IT4090002 - “Torriana, Montebello, Fiume Marecchia”, parte della Rete europea Natura 2000, sottoposta a specifiche Misure di Conservazione contenute negli allegati 3, 4 e 5 della D.G.R. n. 1227/24 e a un Piano di Gestione che impongono particolare attenzione agli interventi. A ciò si aggiunge il quadro costituzionale: l’Articolo 9 della nostra Costituzione, come modificato nel 2022, sancisce la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni, in coerenza con l’Articolo 41. Non si tratta di fare sterile protezionismo, ma di salvaguardare il Capitale Naturale da cui dipendono risorse primarie come acqua e aria. Nel bacino del Marecchia, dove le falde freatiche sostengono ancora un sistema economico ampio, questa consapevolezza dovrebbe essere ancora più forte.
Alla luce di tutto ciò, riteniamo che una decisione di tale portata non possa essere affrontata come soluzione temporanea, per di più dettata dall’assenza di finanziamenti per il progetto originario. Troppo spesso i “Piani B” nascono come provvisori e diventano definitivi, senza aver beneficiato del livello di approfondimento tecnico che il contesto richiede.
Chiediamo pertanto alle Amministrazioni coinvolte:
1. 2. 3. 4. di adottare la massima cautela nella gestione di questo tratto di territorio, riconoscendone l’elevata fragilità ecologica e idrogeologica; di coinvolgere sin dalle prime fasi figure tecniche con comprovate competenze ambientali, idrogeologiche ed ecologiche; di valutare in modo trasparente e pubblico le alternative, considerando non solo la fattibilità tecnica ed economica, ma anche i costi ambientali, paesaggistici e sociali nel medio-lungo periodo; di non assumere decisioni strutturali come ripiego rispetto a difficoltà di finanziamento del progetto originario.
Gli ecosistemi hanno equilibri complessi e delicati, le loro funzioni sono plurime e appartengono a tutti. Le scelte che li riguardano meritano un livello di responsabilità e approfondimento adeguato alla loro importanza. Con spirito costruttivo e nell’interesse comune, restiamo a disposizione per qualsiasi tipo di confronto, certi che la tutela del territorio non sia un ostacolo allo sviluppo, ma la sua condizione imprescindibile.
OaSì - Insieme per le valli APS,
CRAS Rimini,
dnA Rimini,
Fondazione Cetacea,
Legambiente Valmarecchia,
Lipu Rimini,
Monumenti Vivi Rimini,
WWF Rimini

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