Politica 12:18 | 28/04/2026 - Rimini

Cgil Emilia Romagna e sicurezza sul lavoro. "Troppi infortuni sul territorio e dati allarmanti. Ma la prevenzione resta al palo, non resteremo a guardare"

In occasione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, il sindacato dell’Emilia-Romagna lancia un grido d’allarme che non può restare inascoltato. I dati dell’Osservatorio relativi al primo bimestre 2026 trasformano questa ricorrenza in un momento di mobilitazione piuttosto che di celebrazione: nella nostra regione gli infortuni crescono a una velocità tripla rispetto alla media nazionale. 

Non si ferma l’emergenza sicurezza nei luoghi di lavoro in Emilia-Romagna e si conferma un trend estremamente critico: mentre a livello nazionale l’aumento delle denunce di infortunio si attesta al +2,6%, nella nostra regione la crescita è quasi tripla, segnando un preoccupante +7,2%. 

IL BILANCIO DEL BIMESTRE GENNAIO-FEBBRAIO 2026

In Emilia-Romagna, nei primi due mesi dell'anno, si sono quindi già verificate 11.924 denunce di infortunio, contro le 11.126 dello stesso periodo del 2025. 

Morti sul lavoro: Nonostante una lieve flessione numerica rispetto all'inizio del 2025 (6 decessi contro i 10 dell'anno precedente), il tributo di vite umane resta inaccettabile. Sei lavoratori che non hanno fatto ritorno a casa in soli 60 giorni rappresentano una ferita aperta nel tessuto sociale regionale.
Malattie Professionali: Continua la crescita silenziosa ma costante delle patologie legate all'attività lavorativa, con 1.395 denunce registrate nel bimestre (+3,2% rispetto al 2025).

“Siamo di fronte a un'anomalia regionale inaccettabile”, denuncia Daniele Dieci della segreteria della Cgil Emilia Romagna. “Mentre a livello nazionale l'aumento appare contenuto, nel nostro territorio l'incidenza degli infortuni corre a una velocità tripla. Questo divario dimostra che il sistema di prevenzione locale sta subendo una pressione insostenibile e che il modello produttivo regionale sta scaricando sui lavoratori il costo della competitività”.

“I numeri di questo inizio 2026 non sono semplici statistiche, - aggiunge Dieci - ma il segnale di un sistema di prevenzione che sta fallendo. Il fatto che l'Emilia-Romagna cresca negli infortuni molto più della media nazionale dimostra che l'aumento dei ritmi produttivi e la frammentazione dei contratti stanno indebolendo le tutele”.

Per porre fine a questa strage continua la Cgil chiede con forza:

Stop alla logica del massimo ribasso: Negli appalti e subappalti si annidano spesso le violazioni più gravi.

Controlli serrati e immediati: Chiediamo alla Regione e agli organi ispettivi un piano straordinario di verifiche, partendo dai settori dove l'incidenza infortunistica è maggiore.

Investimenti in tecnologia e formazione: La digitalizzazione e l'automazione devono servire a rendere il lavoro più sicuro, non solo più veloce.
“Non resteremo a guardare mentre i dati peggiorano mese dopo mese. La sicurezza deve tornare a essere la priorità assoluta dell'agenda politica e industriale della nostra regione”, conclude il sindacato di via Marconi.

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