Accogliamo l’invito dell’On. Colombo a fare chiarezza, senza alcun allarmismo ma semplicemente descrivendo la realtà dei fatti: ingenerare un clima di ansia e paura è un metodo che non ci appartiene.
Il dimensionamento è un obiettivo del PNRR frutto di una scelta di questo governo, non imposto dall’Europa che ci ha chiesto di intervenire sul sistema scolastico per correggere ataviche storture: precariato, innalzamento delle competenze in uscita, lotta alla dispersione scolastica. Pertanto il governo Meloni, e non altri, ha scelto di riorganizzare la rete scolastica tagliando 700 autonomie e 1400 posti fra Dirigenti scolastici e Direttori dei servizi generali e amministrativi. E’ scritto chiaramente sulla pagina web Futura PNRR Missione 4 – C1 Riforma 1.3, promettendo per altro una riduzione dei numeri degli alunni per classe, a seguito del calo demografico, azione che stiamo ancora aspettando.
E’ vero che la legittimità del dimensionamento è stata riconosciuta nelle sedi giurisdizionali ma mentre prima i parametri per le autonomie erano di 400-600 alunni, come afferma anche l’onorevole, ora sono saliti a 938. Dunque, sempre per essere concreti, prima per avere un DS e un Dsga, potevano essere sufficienti 600 alunni, ora ne occorrono 938. Poi introduciamo i metal detector o sanzioniamo i Dirigenti che non hanno colto il disagio degli alunni, raddoppiando l’utenza.
Le importanti misure di accompagnamento, hanno riguardato solo le regioni “virtuose”, quelle che, nonostante tutto, hanno ridimensionato le autonomie scolastiche, mentre sono in arrivo nuovi tagli agli organici per tutti: - 5660 docenti già da quest’anno e - 2174 ATA nell’a.s. 26/27.
Tutto questo come impatta sulle nostre scuole? L’IC di Mondaino conta 331 alunni, l’IC di San Giovanni 851, con l’accorpamento passano a 1184 con un solo Dirigente Scolastico e un solo Direttore dei Servizi chiamati a gestire, inoltre, circa 155 docenti e 50 unità di personale ATA su 14 plessi dislocati su 4 comuni. E’ pur vero che abbiamo a Rimini anche istituti di maggiore complessità ma il piano della provincia era di ripensare ad un modello organizzativo più sostenibile e non meno.
Non è un taglio di servizi afferma l’on. Colombo, purtroppo è un taglio di organici che inevitabilmente ricade sui servizi.
Nessun allarmismo dunque, solo realismo!

Max 11° 




















