Politica 17:37 | 07/11/2026 - Romagna

Coop 134, i diritti dei lavoratori non possono costare il posto di lavoro. Petitti (Pd)"Serve subito un tavolo per salvaguardare occupazione e salari"

La crisi di Coop 134, storica cooperativa sociale del territorio riminese, desta grande preoccupazione. Oltre 500 dipendenti complessivi, di cui circa 220 nel Riminese, si trovano di fronte a un futuro incerto. La cooperativa ha comunicato alle organizzazioni sindacali una situazione economica così grave da non consentirle di proseguire l'attività nel 2027.
Ma per comprendere questa crisi occorre ricostruirne le origini e individuare le responsabilità.
Da anni i lavoratori della cooperativa, impegnati nei servizi di igiene ambientale appaltati da Hera attraverso il sistema dei consorzi, rivendicano il riconoscimento del trattamento economico previsto dal contratto collettivo del settore, anziché quello delle cooperative sociali, meno favorevole.
Una battaglia sindacale e giudiziaria che ha portato a sentenze favorevoli ai lavoratori, fino alla Corte di Cassazione nel 2025, con il riconoscimento di differenze retributive maturate negli anni.
Oggi quei contenziosi pesano sulla situazione economica della cooperativa. Ma sarebbe un paradosso inaccettabile se una battaglia per ottenere il riconoscimento di un diritto finisse per provocare la perdita del posto di lavoro proprio a chi quel diritto lo ha conquistato.
Non possiamo attribuire ai lavoratori la responsabilità di questa situazione. 
Occorre invece interrogarsi sulle condizioni economiche degli appalti, sulle scelte compiute dalle cooperative e dai consorzi e sulle responsabilità dei committenti.
Se un servizio pubblico viene affidato a condizioni economiche che non consentono di riconoscere ai lavoratori le retribuzioni dovute, significa che qualcosa non ha funzionato nell'intera filiera degli affidamenti.
È quindi importante che tutti i soggetti coinvolti contribuiscano, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità, alla ricerca di una soluzione. È necessario innanzitutto avere un quadro chiaro e condiviso della situazione economica della cooperativa e delle sue prospettive. Allo stesso tempo, occorre avviare un confronto con Hera e i consorzi interessati per approfondire anche le condizioni economiche e contrattuali degli appalti e individuare possibili percorsi di salvaguardia occupazionale. Un impegno al quale anche le istituzioni territoriali, i Comuni interessati, ATERSIR e la Regione possono offrire il proprio contributo, nell'ambito delle rispettive competenze.
È necessario aprire immediatamente un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti e le organizzazioni sindacali, con obiettivi precisi: salvaguardare i posti di lavoro, garantire il pagamento delle retribuzioni, degli arretrati riconosciuti e del TFR, assicurare la continuità dei servizi e utilizzare, dove necessario, le clausole sociali per tutelare l'occupazione.
Non dimentichiamo inoltre che Coop 134 svolge un'importante funzione sociale di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, che deve essere salvaguardata.
Questa vicenda pone anche un problema più generale sulla sostenibilità degli appalti pubblici. Il risparmio sui servizi non può essere ottenuto comprimendo i diritti e le retribuzioni di chi lavora.
Non possiamo accettare che i lavoratori paghino due volte: prima con salari inferiori a quelli dovuti e poi con il rischio di perdere il posto di lavoro.
La tutela dei diritti e la salvaguardia dell'occupazione devono procedere insieme. È questa la responsabilità che oggi tutti i soggetti coinvolti sono chiamati ad assumersi.

Emma Petitti
Vicesegretaria regionale del Partito Democratico e consigliera regionale dell'Emilia-Romagna

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