Le segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL di Rimini esprimono stupore per quanto emerso sulla stampa locale in merito al futuro dell’ex Hotel Smart, a seguito delle dichiarazioni della lista di maggioranza Riccione col Cuore.
CGIL, CISL, UIL, ritengono necessario sottolineare che il futuro dello Smart Hotel è all’interno del quadro che la legge “nuovo codice antimafia” assegna ai beni confiscati alla criminalità organizzata: restituirli alla collettività ad uso sociale, rafforzare la legalità e rispondere ai bisogni sociali del territorio.
Affermare che una parte della città “pregiata” non sia adatta ad accogliere persone in difficoltà abitativa è una visione che non condividiamo, e che contrasta con il significato stesso di un bene confiscato, che deve tornare a essere realmente patrimonio di tutta la collettività comunità.
Lo Smart Hotel non è un immobile qualunque. È un bene sottratto alla mafia e, come tale, deve avere una chiara e riconoscibile funzione sociale, capace di produrre valore pubblico, coesione e fiducia nelle istituzioni. I beni confiscati devono divenire presidi di legalità e giustizia sociale.
Nel corso di alcuni incontri con l’Amministrazione comunale, come CGIL, CISL, UIL, abbiamo promosso e sostenutouna proposta equilibrata e concreta: una riconversione mista della struttura che preveda: spazi a disposizione della comunità, delle associazioni e del terzo settore, impegnate nella promozione della legalità, dell’inclusione e del benessere sociale; appartamenti ad uso sociale, ERS (edilizia residenziale sociale) quindi non ERP (edilizia residenziale popolare), soluzione che tra l’altro può essere anche economicamente sostenibile per il Comune; soluzioni abitative temporanee a disposizione del Comune per rispondere all’emergenza abitativa; possibilità di destinare una parte degli alloggi anche a studenti, lavoratori e lavoratrici o a chi vive condizioni di precarietà abitativa o mobilità lavorativa.
Riteniamo infatti che soluzioni abitative miste e integrate siano utili a favorire inclusione, integrazione e coesione sociale, rispondendo in modo più efficace ai bisogni reali della comunità.
Una soluzione di questo tipo consentirebbe di tenere insieme più obiettivi: dare piena attuazione alla funzione sociale del bene confiscato, rispondere all’emergenza abitativa, sostenere studenti e lavoratori e lavoratrici in difficoltà, valorizzare l’immobile come luogo vivo, aperto, utile, inserito nel contesto urbano.
Si guardi a progetti ben riusciti come quello “Libere Residenze” dell’ex colonia Prealpi di Cesenatico (non certo collocata nell’entroterra), confiscata alla Banda della Magliana. Negli anni grazie ad un lavoro di Comune, Acer, Regione Emilia-Romagna e di Libera è stato possibile realizzarvi 18 alloggi di edilizia residenziale pubblica, Erp,
CGIL, CISL UIL chiedono all’Amministrazione comunale di Riccione rassicurazioni, affinché la finalità sociale dell’Hotel Smart sia il risultato di un percorso coerente con quanto condiviso con i rappresentanti dei lavoratori e dei cittadini. La legalità si costruisce anche così: trasformando un simbolo di criminalità in uno spazio di diritti, integrazione e comunità integrata senza preclusioni per ceto sociale.
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CGIL Rimini Francesca Lilla Parco |
CISL Romagna Elena Fiero |
UIL Rimini Michele Bertaccini |

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