La vertenza per la salvaguardia dell’Officina Manutenzione Ciclica Locomotive (OMCL) di Rimini attraversa un momento di estrema delicatezza. All'indomani dell'incontro nazionale dell'11 febbraio tra le Segreterie Nazionali dei sindacati dei lavoratori e i vertici di Trenitalia, la FIT-CISL Rimini, per voce del Segretario Francesco Cento, sottolinea la necessità di risposte concrete. La priorità del sindacato rimane la tutela di un presidio industriale storico e dei suoi 170 lavoratori, in un contesto di riorganizzazione che richiede la massima attenzione per non disperdere decenni di eccellenza professionale.
"A seguito di una serie di impegni rimasti purtroppo disattesi, avvertiamo una forte preoccupazione per il futuro lavorativo di 170 persone altamente specializzate e per le loro famiglie," dichiara Francesco Cento. "Parliamo di un sito strategico come l’ex OGR di Rimini. La nostra posizione è chiara: esprimiamo un 'no' convinto alla dismissione di Rimini o di qualunque altra struttura del reticolo nazionale. È fondamentale valorizzare quelle professionalità che rappresentano il cuore pulsante delle ferrovie italiane."
L'incontro dell'11 Febbraio: tra investimenti e analisi dei fabbisogni
Durante l’incontro a Roma, Trenitalia ha presentato un piano che prevede investimenti per 1,7 miliardi di euro fino al 2035 sugli impianti industriali. Tuttavia, i dati sull'evoluzione del modello organizzativo e dei fabbisogni sono stati valutati come parziali dalla FIT-CISL. L'Azienda ha motivato la necessità di rivedere alcuni aspetti organizzativi citando una "perdita di produzione" strutturale, dovuta all'ingresso di nuovi treni gestiti in full service e alla progressiva dismissione dei mezzi più obsoleti, come le locomotive diesel.
Per Francesco Cento, questa evoluzione tecnologica non deve tradursi in un indebolimento dei presidi sul territorio, ma deve essere gestita come un'opportunità di crescita per il lavoro interno. Il ricordo della partecipazione totale allo sciopero dello scorso 5 febbraio scorso, è un segnale che testimonia la richiesta dei lavoratori riminesi di avere certezze sul lungo periodo.
Le richieste: trasparenza e un tavolo di confronto costruttivo
La FIT-CISL ribadisce l'importanza di un coinvolgimento attivo nelle scelte industriali, auspicando un confronto che non si limiti a comunicazioni già definite. L'obiettivo principale resta la stabilità occupazionale, chiedendo che il futuro del sito non sia legato esclusivamente a parametri numerici o calcoli di produttività.
"Abbiamo richiesto un quadro aggiornato di tutto il reticolo manutentivo, officina per officina, con dati certi sugli organici attuali e futuri," prosegue Cento. "Se si intende investire realmente sulla manutenzione, è necessario offrire stabilità e prospettiva, garantendo la sostenibilità dei carichi di lavoro e valorizzando le competenze tecniche del personale. Chiediamo inoltre che le figure interne possano presidiare le attività affidate all'esterno, per garantire il mantenimento del know-how aziendale. Senza solide garanzie sulla tenuta occupazionale, sarà difficile far avanzare il percorso di confronto."
Il tavolo nazionale è stato aggiornato a breve scadenza. L'attenzione della FIT-CISL Rimini resta massima: l'auspicio è che arrivino presto rassicurazioni puntuali, capaci di mettere in sicurezza il futuro dei 170 lavoratori di Rimini e di salvaguardare l'eccellenza della manutenzione ferroviaria. Francesco Cento e l'organizzazione sindacale restano in attesa di risposte concrete, pronti a proseguire il dialogo con l'Azienda per evitare che le aspettative dei lavoratori restino ancora una volta deluse.

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