La cooperativa 134 dedita alla raccolta rifiuti, spazzamento, cura del verde e decoro urbano, alcuni anni fa nasceva dalla fusione delle cooperative “Olmo” e “Nel Blu” di Cattolica. La mission lavorativa era sempre la stessa come anche “la dottrina socialeimposta dalla politica”: fare lavori in sub-appalto del gestore dei rifiuti, da anni sempre lo stesso nel territorio, con stipendi bassi , con management messo dal partito di maggioranza pur con la parvenza di una cooperativa in cui alcuni lavoratori erano e sono anche soci.
“Oggi esponenti autorevoli del PD fingono preoccupazione, stupore , incredulità. Mi viene da ridere se non piangere” dice Marcello.
Tutti loro sapevano delle condizioni lavorative dei dipendenti con stipendi più bassi di almeno un terzo rispetto alla media del o dei soggetti gestori, delle situazioni abbastanza stressanti specie in occasioni delle varie “ Notti Rose”, della scarsa possibilità di lamentarsi o di contrattare.
Da qui sono partiti diversi ricorsi, di almeno la metà dei lavoratori per un diverso inquadramento salariale legittimamente riconosciuto dalla giustizia. Nessuno della politica locale, che oggi finge di strapparsi le vesti, ha mai chiamato intorno ad un tavolo il soggetto gestore Hera, i consorzi, i Comuni, Atersir e la Regione per affrontare la problematica anche in un’ottica di conciliazione che tanti lavoratori avrebbero gradito, anziché fare ricorsi.
Si arriva a novembre e scoppia la pentola che bolliva da mesi se non anni. “La Cooperativa 134, come datore di lavoro, è tenuta a pagare ai lavoratori ricorrenti ciò che la giustizia ha giustamente riconosciuto loro (si parla di circa 2 milioni di euro) ed allora la cooperativa chiude, i lavoratori non sanno se prenderanno lo stipendio del mese in corso e se a Natale avranno la tredicesima, il lavoro ed il panettone”.
Riporto le parole di due lavoratori (uomo e donna) incontrati ieri.
In pratica tutti i lavoratori della Cooperativa 134, che ha sedi e lavoratori anche fuori dalla Provincia di Rimini sono circa 500.
Si vocifera che essi potrebbero essere assorbiti da delle cooperative con sedi nel ravennate Tipo la “ Cooperativa Sociale Alice” o “San Vitale”
Credo comunque che tutta la politica per una volta debba fare quadrato attorno a questi “amici della città”, lavoratori e lavoratrici instancabili, sottopagati ed adesso anche precari che ogni giorno evitano che “Rimini puzzi”.
A loro, soprattutto chi governa e comanda nel nostro territorio, deve garantire il pagamento dei ricorsi vinti, un rapido TFR in caso di licenziamenti, una continuità lavorativa senza interruzione con stipendi e diritti salariali che l’alta Corte ha già riconosciuto loro dopo anni di lotta.
“Serve una strategia seria e concreta – conclude Marcello – che permetta ai lavoratori di migliorare le loro condizioni lavorative e salariali senza compromettere la sostenibilità ambientale del nostro territorio e soprattutto le loro condizioni economiche e di redditività familiare”.
Il cambio di datore di lavoro deve essere una garanzia per il loro futuro ed in questo dobbiamo impegnarci tutti.

Max 14° 




















