Salute 12:19 | 28/03/2026 - Riccione

Distretto socio-sanitario di Riccione: lo psicologo a scuola come presidio d’ascolto e prevenzione per il disagio giovanile

Un modello di intervento che mette al centro l’ascolto, la prevenzione del disagio e il benessere delle nuove generazioni. È questa la visione che guida da anni il Distretto socio-sanitario di Riccione, impegnato in un lavoro strutturato e condiviso con i 12 istituti scolastici presenti nel territorio per sostenere gli studenti nella loro crescita e le famiglie e i docenti nel esercitare il loro ruolo educativo.

Cuore del progetto sono gli “spazi d’ascolto” scolastici: veri e propri presidi “a portata di mano dei ragazzi” in cui lo psicologo entra a far parte della quotidianità della scuola, non come figura emergenziale ma come risorsa stabile. Il servizio è pensato per intercettare precocemente il disagio giovanile e promuovere la cultura della salute e del benessere. Ma non solo. 
Tra gli obiettivi primari c’è anche la valorizzazione delle risorse della scuola e della comunità educante – dagli insegnanti ai genitori e alle direzioni scolastiche – contribuendo a sviluppare la loro capacità di ascolto e osservazione, e promuovendo interventi condivisi nel percorso educativo e di crescita dei ragazzi. 
Un impegno profuso a livello territoriale per il quale il Distretto di Riccione stanzia ogni anno circa 120mila euro.

“Questo progetto opera sul presente ma guarda al futuro – ha commentato la sindaca e presidente del Comitato del Distretto socio-sanitario di Riccione, Daniela Angelini –. Prendersi cura dei giovani, prevenire situazioni di disagio e malessere, essere sempre pronti all’ascolto e all’accoglienza devono essere un obiettivo condiviso da tutta la comunità. Gli spazi di ascolto rappresentano un presidio fondamentale perché portano lo psicologo dentro la quotidianità della scuola, rendendo l’aiuto accessibile, vicino e non stigmatizzante. È un impegno importante che coinvolge istituzioni, scuole, famiglie e servizi del territorio: così possiamo davvero accompagnare i giovani nei momenti più delicati del loro percorso di crescita”.

A livello locale, gli psicologi scolastici operano anche all’interno di un coordinamento distrettuale in rete con i servizi socio-sanitari, con il supporto formativo dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna, a garanzia della qualità degli interventi. 

A livello regionale il modello di Riccione ha trovato un’importante conferma nelle “Linee di indirizzo sugli spazi di ascolto scolastici” del 2025 che riconosce in questa tipologia di servizio uno strumento fondamentale per la prevenzione e l’intervento precoce proponendo interventi integrati tra scuola, famiglia e servizi territoriali.

Un presidio sempre più conosciuto e utilizzato: nell’ultimo anno scolastico gli spazi d’ascolto hanno registrato 1.461 colloqui 

I dati dell’ultimo triennio scolastico dimostrano quanto il servizio stia diventando un presidio conosciuto e sempre più utilizzato dai ragazzi. Questo grazie alla facilità di accesso – gli studenti possono rivolgersi direttamente al servizio a scuola che garantisce il rispetto alla riservatezza – e grazie all’attività informativa che viene fatta dagli istituti all’inizio dell’anno scolastico. Il servizio viene visto dagli studenti sempre più come un luogo in cui parlare liberamente delle proprie difficoltà personali, scolastiche e relazionali, un luogo libero, di facile accesso, che si può decidere di lasciare in qualsiasi momento.

Negli ultimi tre anni scolastici si sono rivolti agli “spazi d’ascolto” 1.908 studenti e sono stati effettuati dagli psicologi 4.485 colloqui di cui 1.461 nell’anno scolastico 2024-2025. Nelle scuole secondarie di primo grado il triennio ha visto 1.299 studenti (il 17,75 per cento dell’intera popolazione scolastica del territorio) rivolgersi al servizio che ha registrato 2.774 colloqui; negli istituti di secondo grado gli studenti sono stati 609 (il 15,68 per cento degli studenti iscritti) e 1.622 sono stati i colloqui effettuati. Dai dati emerge inoltre che il 60 per cento degli studenti che si rivolgono agli spazi d’ascolto è rappresentato da ragazze e in media un percorso con lo psicologo a scuola dura dai 2 ai 3 incontri. 

L’analisi dei dati degli ultimi due anni scolastici dimostra infine che l’accoglienza negli spazi d’ascolto è aumentata in maniera significativa soprattutto nelle scuole di primo grado passando da 682 colloqui nel 2023-2024 a 937 nell’anno successivo. 

Sul territorio distrettuale sono 12 gli istituti in cui sono presenti gli spazi d’ascolto. Nelle scuole di primo grado sono aperti presso l’Istituto comprensivo 1 e Zavalloni di Riccione e presso gli Istituti comprensivi di Cattolica, Misano Adriatico, San Giovanni in Marignano, Mondaino, Coriano, Montescudo-Montecolombo e Valle del Conca; nelle scuole di secondo grado sono attivi al Liceo Volta-Fellini e all’Istituto Alberghiero Savioli di Riccione e al Gobetti-De Gasperi di Morciano.

Disagio emotivo, relazioni personali, autostima e aggressività al centro dei colloqui

Le principali motivazioni che spingono i ragazzi a rivolgersi agli spazi d’ascolto riguardano difficoltà relazionali – con amici e genitori – e disagi emotivi personali come ansia, bassa autostima, tono dell’umore o rabbia e aggressività.

Le differenze tra fasce d’età sono contenute: nelle scuole secondarie di primo grado emerge maggiormente il tema della bassa autostima, mentre negli istituti superiori è più frequente la gestione della rabbia e dell’aggressività. Spesso, tuttavia, le problematiche si presentano in forma combinata, con ansia e bassa autostima che tendono a coesistere.

Le relazioni con i docenti, invece, risultano raramente tra le problematiche più portate dai ragazzi. Tra gli studenti più grandi trovano spazio anche le “questioni d’amore” e, seppur in percentuale ridotta, tematiche legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale.

I dati indicano che circa il 2 per cento degli studenti delle scuole superiori si rivolge allo sportello per episodi di bullismo o cyberbullismo, percentuale che scende all’1,5 per cento nelle scuole medie, dove tuttavia si concentra l’insorgenza della maggior parte degli episodi. Limitata, sotto il 2 per cento, anche la quota di accessi legati a dipendenze, come l’uso di sostanze, o comportamenti a rischio.

Un impegno condiviso tra scuola, famiglie e servizi territoriali

Gli spazi di ascolto non si rivolgono solo agli studenti. Il servizio coinvolge attivamente anche genitori e insegnanti, con colloqui dedicati e incontri tematici per rafforzare le competenze educative degli adulti. Nell’ultimo anno sono stati realizzati 205 colloqui con i docenti. L’obiettivo è costruire una comunità educante capace di leggere e affrontare il disagio in modo condiviso. 
Oltre al colloquio individuale, gli interventi dello psicologo scolastico a scuola includono anche attività di gruppo, come laboratori in classe e moduli per allenare le “life skills”, pensati per migliorare  le abilità psicosociali, cognitive, emotive e relazionali che permettono di affrontare efficacemente le sfide, le pressioni e le difficoltà quotidiane.

 

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