La sanità pubblica al centro come presidio fondamentale di uguaglianza sociale da difendere e rilanciare, il rafforzamento della sanità territoriale, l’integrazione fra sociale e sanità, l’innovazione dei servizi con relativa riduzione delle disuguaglianze, la valorizzazione dei professionisti: parte da Rimini e da un incontro organizzato dal Gruppo Sanità del Partito Democratico con l’assessore regionale Massimo Fabi, medici, primari, professionisti e cittadini la sfida del nuovo Piano Sociale e Sanitario dell’Ausl Romagna con l’obiettivo di contribuire alla costruzione del futuro della sanità pubblica regionale e del territorio della provincia di Rimini, partendo dall’ascolto dei bisogni dei cittadini e degli addetti ai lavori.
“L’incontro di martedì alla Sala Massimo Pironi in Corso d'Augusto fa parte di un percorso di confronto e ascolto che abbiamo iniziato per affrontare tutti i principali temi che devono caratterizzano l'azione politica e amministrativa del nostro partito in modo da costruire azioni e risposte vere e radicate da proporre ai cittadini. Veri momenti di confronto per costruire nuove sinergie e rimettere al centro una strategia territoriale che ci faccia crescere in Romagna e in regione” rivelano la segretaria provinciale Giulia Corazzi e il responsabile del Gruppo SanitàCristian Paolucci, evidenziando: “Siamo partiti da temi fondamentali come quello della casa e del lavoro e ora il diritto alla salute, che abbiamo voluto lanciare e condividere con i professionisti dell’Ausl Romagna e le nostre comunità. La sala gremita di medici e primari, gli ottimi interventi dell’assessore regionale Fabi, della consigliera regionale Alice Parma, del sindaco di Santarcangelo nonché vice presidente della Ctss Filippo Sacchetti e dell’assessore del Comune di Rimini Kristian Gianfreda hanno animato un dibattito positivo e propositivo ed è questa la rotta che vogliamo tracciare”.
“Al centro del confronto, il rafforzamento della sanità riminese e una migliore integrazione tra territorio e ospedale, insieme allo sviluppo di servizi di prossimità capaci di garantire continuità assistenziale, presa in carico e risposte tempestive, soprattutto per i pazienti fragili e cronici. È stata ribadita con forza la centralità dell’integrazione tra sociale e sanitario, pilastro indispensabile per un sistema che sappia unire prevenzione, cura e assistenza, con particolare attenzione ad anziani, persone non autosufficienti e pazienti cronici, senza dimenticare il sostegno a famiglie e caregiver. Ampio spazio è stato dedicato anche alla valorizzazione dei professionisti e delle competenze: medici, infermieri, operatori sociosanitari e tutte le figure che ogni giorno garantiscono il funzionamento del sistema, oggi messi alla prova dalla carenza di personale e dalla crescente complessità dei bisogni. Nel quadro generale si è affrontato inoltre il tema delle liste d’attesa, indicando come priorità un governo più efficace della programmazione, fondato su appropriatezza, qualità e utilizzo coerente delle leve disponibili” proseguono Corazzi e Paolucci, rivelando: “Nel confronto è emersa anche una proposta audace e sfidante, avanzata dagli intervenuti all’Assessore: Rimini si candida a diventare sede di progetti sanitari innovativi, con l’Università chiamata a essere il motore dell’innovazione, capace di attrarre competenze, ricerca, sperimentazioni e nuove professionalità. In questa prospettiva, sono state indicate alcune leve prioritarie su cui concentrare investimenti e progettualità: chirurgia innovativa, sviluppo e qualificazione della rete oncologica e una pediatria in grado di rafforzare prevenzione, presa in carico e percorsi dedicati alle famiglie, anche attraverso modelli organizzativi avanzati”.
Dall’incontro è emersa la consapevolezza che il nuovo Piano Sociale e Sanitario non debba essere soltanto un documento programmatico, ma una visione condivisa che rimetta al centro le persone, le comunità e il diritto alla salute, difendendo e allo stesso tempo innovando la sanità pubblica regionale. “La partecipazione è stata indicata come la chiave di questo percorso: ascoltare chi vive e lavora ogni giorno nel sistema sanitario è il primo passo per migliorarlo davvero. In questa direzione, il Partito Democratico Provinciale si candida a essere uno strumento stabile di confronto e dialogo tra istituzioni, professionisti e cittadini per una Sanità migliore. Il percorso proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori momenti di approfondimento del Tavolo Sanità, per contribuire insieme a un Piano capace di dare risposte concrete ai bisogni presenti e futuri dell’intero territorio della Provincia di Rimini” concludono sCorazzi e Paollucci.
“La sanità riminese è un valore aggiunto per il sistema romagna. Sia per le eccellenze especializzazioni a servizio della popolazione romagnola sia per la medicina territoriale, consolidata nei 5 ospedali e nei presidi fondamentali come le case di comunità. Rimini ha agganciato anche il treno dei primariati universitari e in generale possiamo dirci soddisfatti della nostra rete e disponibili sempre a rilanciare sul fronte dell’innovazione di sistema, per migliorare l efficienza della sanità pubblica che oggi sta scontando il duro impatto della concorrenza di mercato, delle risorse e degli impedimenti burocratici. Ma oggi Rimini sarebbe anche nelle condizioni di chiedere un riequilibrio nel finanziamento dei servizi socio assistenziali, essendo sotto la quota procapite rispetto alle provincie di Ravenna e Forlì Cesena” ha rilevato Filippo Sacchetti: “Questo crediamo sia un processo di equità da innescare, proprio in virtù di quel valore aggiunto di professionalità e strutture con cui contribuiamo alla rete romagnola. Azienda (Ausl Romagna) per altro a sua volta sotto finanziata rispetto ad altre simili realtà emiliane. Ragione per cui è il momento di ribaltare il paradigma: va premiato chi cambia ed innova i processi, non chi resta fermo e ancorato alle medesime prassi. Ne è un esempio anche lo slancio intrapreso verso la creazione del nuovo centro oncologico romagnolo.... saremo soli? O ben supportati? Crediamo che su questo sia determinante un segnale dalla Regione. O adesso o mai più”.
“Rimini gioca una partita importante nella costruzione del nuovo Piano sociale e sanitario, partendo dalla grande sfida della prevenzione e della presa in carico a tutto tondo. La nostra provincia ha da tempo avviato un piano importante di cura e presa in carico di prossimità attraverso il.percorso di Case della Salute fatte e finanziate e del consolidamento.dei cinque presidi ospedalieri. Oggi dobbiamo fare un salto di qualità, valorizzando pienamente la presenza dell’Università: dalle professioni sanitarie, a partire dagli infermieri, fino alla ricerca. La rete oncologica della Romagna può diventare un motore strategico per unire prevenzione e innovazione, costruendo ora le condizioni per farci vivere meglio e più a lungo” ha chiosato Alice Parma, vice capogruppo Pd in consiglio regionale.

Max 8° 




















