La storia purtroppo si ripete. Per la quarta volta. Per il quarto fallimento della prima società sportiva di calcio della citta: il Rimini. Questa volta dopo il "botto ufficiale" dichiarato in autunno, il curatore, il Professor Fabio Fraternali, ha messo in moto la fase di liquidazione di tutti quei beni nella disponibilità della società biancorossa. In pratica attrezzature, arredi, i mezzi di locomozione (per i due van si parte da un prezzo di 9000euro cadauno e si potranno presentare offerte dal 13 al 31 di marzo) e altro. Questi beni andranno tutti al miglior offerente. L'asta avrà inizio a metà del mese di marzo e per alcuni oggetti si protrarrà fino alla data del 24 marzo, automezzi esclusi. Ciò per tentare di recuperare qualche euro dalla società fallita, la Building Company che deteneva le quote del Rimini Fc.
Fotocopiatrici, mobiletti, la macchina per stampare i nomi sulle casacche dei giocatori (che tristezza!!!), tutto il materiale di allenamento, i palloni, lo schermo presente in sala stampa. Ogni cosa rappresenti il cuore pulsante biancorosso, di una città, evaporato. Per fortuna il Comune di Rimini ha salvato i trofei, che resteranno nella disponibilità dell'amministrazione. Quelle coppe non hanno infatti un valore economico di rilevo, ma solo affettivo. Diciamo che era più costoso intentare un'asta che probabilmente sarebbe andata deserta per questi "pezzi di latta". Meglio salvarli e celebrarli pubblicamente come un ricordo donato, a beneficio della città e dei tifosi. Un triste e unico ricordo purtroppo, che si sposa alla perfezione con la mancanza quasi totale di cultura sportiva della capitale europea del tursimo: Rimini!
Elp

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