Nel corso dei primi mesi dell’anno, le attività svolte dalle Fiamme Gialle di Rimini hanno fatto emergere le posizioni di oltre 120 lavoratori irregolari o completamente in nero.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Rimini hanno verbalizzato 22 datori di lavoro per avere adoperato manodopera irregolare o completamente in nero. Nei confronti di 20 di questi è stata richiesta al competente ITL l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività. La richiesta è stata motivata dall’impiego, presso l’unità produttiva ispezionata, di personale in nero nella misura pari o superiore al 10% dei lavoratori complessivamente occupati presso il luogo dell’accertamento ispettivo. Per i 22 datori di lavori che hanno violato la normativa lavoristica sono state inoltre calcolate sanzioni complessive che variano da un minimo di 150.000 € ad un massimo di300.000 €. Si ricorda, in merito, che la sanzione è commisurata a diversi fattori tra cui il numero di giorni di effettivo impiego del lavoratore irregolare o in nero ed il numero di lavoratori in nero. Un soggetto è stato altresì segnalato per l’utilizzo di manodopera straniera priva delle prescritte autorizzazioni a prestare la propria opera in violazione dell’art. 22, comma 12, del D.Lgs 289/98. Il contrasto al lavoro sommerso e irregolare con la contestuale verifica del rispetto della tutela dei diritti dei lavoratori sono tra le priorità operative della Guardia di Finanza, attività finalizzate non solo al recupero delle somme illecitamente e a vario titolo sottratte alle casse erariali ma anche alla prevenzione di condotte illecite, soprusi e sfruttamenti che i dipendenti possono vedersi costretti a subire pur di mantenere il proprio posto di lavoro, spesso a condizioni economiche e di prestazioni orarie non aderenti alla normativa giuslavoristica. Nei prossimi mesi, con l’avvio della stagione balneare, sarà intensificata la vigilanza suicaratteristici settori che nel periodo evidenziano una crescita di manodopera. Gli interventi– che si aggiungeranno ad altre attività già in corso nello specifico settore – rientrano nella più ampia strategia di contrasto al c.d. “sommerso da lavoro” e alle correlate forme di sfruttamento di manodopera, uno degli obiettivi strategici del Corpo; il “sommerso”, infatti, pregiudica gli equilibri economici e finanziari del Paese sottraendo risorse all’Erario mediante la riduzione illegale dei costi di “struttura” (fiscali, organizzativi e del lavoro) e compromette la leale e sana competizione tra imprese, oltre, come noto, a imporre sovente condizioni lavorative vessatorie e lesive della salute e della dignità umana.

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