Opinioni 09:37 | 23/05/2026 - Rimini

"Impianti poco sportivi: le tre nostre richiesta al Comune"

"A Rimini si parla molto di Impianti Sportivi e poco di Sport. 

Solo nell’ultimo anno sono finiti al centro dell’attenzione mediatica diverse criticità: l’assenza di un palazzetto in grado di ospitare le gare di A1 di Volley femminile della Consolini San Giovanni in Marignano, costretta ad emigrare a Pinarella di Cervia per la sua prima stagione in massima serie; i lavori interrotti al centro sportivo della Gaiofana; il nuovo centro sportivo di Corpolò, inaugurato e mai reso utilizzabile; la polemica sul nuovo stadio per il Rimini Calcio; la chiusura della vecchia, baricentrica, piscina di Rimini e, in ultimo, la chiusura della pista di atletica del Romeo Neri in occasione dei concerti di Vasco Rossi ed Achille Lauro. 

Di tutto ciò si è ampiamente parlato e scritto; quello che è mancata è un’analisi sociopolitica che unisca tra loro tutti questi puntini, apparentemente slegati tra loro, ma parte di un’unica visione dell’amministrazione: considerare gli impianti sportivi come fonte di guadagno o moneta di scambio e non per quello per cui sono nati.

Il principale progetto incentivante la pratica sportiva dei minori residenti nel Comune di Rimini ha previsto, per l’anno sportivo in corso, uno stanziamento di 30.000€ ed una platea di beneficiari pari a circa 220 persone, a fronte di una popolazione potenzialmente interessata pari a circa 14000 bambini e ragazzi. Siamo intorno all’ 1,5%, un contributo certamente non sostanziale.

Di contro gli oneri richiesti alle società sportive per l’utilizzo degli impianti sportivi comunali sono corposi, specie per la disputa di partite e, per gli impianti all’aperto, per l’utilizzo in notturna: ciò porta ad un incremento dei costi che ricade sempre più sulle famiglie ed ad un accentramento delle società sportive, dove solo il più forte riesce a sopravvivere, a discapito dell’idea di uno sport accessibile e popolare. Inoltre, le disponibilità, già limitate dalla scarsità di impianti idonei alla pratica sportiva nel territorio comunale, vengono ulteriormente limitate decidendo di sacrificare lo sport al guadagno. E’ il caso della pista di atletica dello stadio Romeo Neri, di cui viene interdetto l’utilizzo in funzione della realizzazione di due grandi eventi che porteranno enormi guadagni ai soliti, pochi, noti, operatori del settore turistico; è il caso della Piscina, dove il Comune ha volutamente scelto di non porsi in competizione con il privato, delocalizzando la piscina comunale in una località periferica e di difficile raggiungibilità.

Il Comune è ormai specialista in una nuova disciplina sportiva: il biathlon alla riminese: presentazione di progetti faraonici e taglio del nastro. Poco importa se questi progetti non vengono realizzati o rischiano di lasciare enormi debiti alla collettività (Nuovo Stadio, Centro Sportivo della Gaiofana). Poco importa se i tagli del nastro rimangono fini a se stessi perché poi il bene inaugurato non è fruibile alla collettività (Nuovo campo di Corpolò). Ciò che conta, a Rimini, non sembra essere tutelare chi pratica sport ma chi, dallo sport e dalle sue strutture, estrae ricchezza. 

Chiediamo dunque all'amministrazione tre cose concrete: che il fondo "Borsa di Sport" venga significativamente aumentato, passando dagli attuali 30.000 euro a una cifra che raggiunga almeno una platea dieci volte più ampia; che le tariffe per l'utilizzo degli impianti sportivi comunali da parte delle società giovanili vengano ridotte, alleggerendo il costo che ricade sulle famiglie; e che venga introdotto un vincolo esplicito di destinazione sportiva sugli impianti pubblici, che impedisca la chiusura prolungata per eventi commerciali senza compensazione garantita alla comunità sportiva locale".

Rimini EcoSocialista 

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