Cronaca 17:24 | 16/01/2026 - Rimini

Nasce il Comitato della società civile per il No al Referendum Costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giudiziario

Nella serata del 15 gennaio, a margine di una partecipata assemblea pubblica presso la sede dell’ISUR, si è costituito a Rimini il Comitato territoriale della società civile per il NO al referendum costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giudiziariopromossa dal Ministro Nordio, fissato dal Governo per il 22 e 23 marzo 2026. L’assemblea è stata aperta dalla relazione di Sergio Caserta, intervenuto a nome del Coordinamento Democrazia Costituzionale, che ha illustrato le principali ragioni del NO. La nascita del Comitato riminese avviene in un passaggio di rilievo nazionale, con il superamento delle 500.000 firme da parte del Comitato promotore del referendum, che conferma la forte attenzione e partecipazione civica sul tema. L’invito alla cittadinanza è a continuare a firmare la richiesta di referendum anche nei prossimi giorni.

La riforma, presentata come separazione delle carriere dei magistrati, mira in realtà a indebolire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. L’effetto concreto sarebbe la divisione tra magistratura giudicante e requirente, con il rischio di alterare gli equilibri costituzionali. La riforma prevede inoltre la frammentazione del CSM e l’introduzione del sorteggio per la composizione degli organi, un meccanismo inadeguato per organismi di rilevanza costituzionale. Restano invece irrisolti i problemi reali della giustizia, come la durata dei processi, la carenza di personale e di risorse.

L’indebolimento delle garanzie costituzionali e la creazione di due magistrature separate rischiano di avvicinare il pubblico ministero al potere esecutivo, mettendo in discussione il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Per queste ragioni il Comitato riminese ritiene questa riforma non una riforma della giustizia, ma una riforma che colpisce la magistratura e i suoi equilibri. Sarebbero invece necessarie politiche di investimento, organizzazione ed efficienza per garantire una giustizia più rapida e giusta.

Negli ultimi mesi si è assistito a ripetuti attacchi a diversi organi di garanzia e a singole decisioni giudiziarie. Anche questa riforma si inserisce in un quadro più ampio che tende a ridurre i contrappesi democratici, insieme ad altre proposte di revisione costituzionale. Per questo motivo, nelle settimane che ci separano dal voto, il Comitato promuoverà sul territorio provinciale iniziative pubbliche di informazione e confronto a sostegno del NO.

Il Comitato riminese è composto da associazioni, realtà civiche e forze politiche che hanno aderito su base paritaria, tra cui AUSER, ANPI, ARCI, CGIL, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Federconsumatori, Legambiente, Libera, Libertà e Giustizia, oltre alle forze politiche AVS, Europa Verde, Movimento 5 Stelle, PCI, Partito Democratico, PRC e Sinistra Italiana, e a numerose cittadine e cittadini. Il Comitato è aperto a nuove adesioni, che possono essere trasmesse via e-mail a [email protected]