Opinioni 14:59 | 15/01/2026 - Dall'Italia

Chiara Ferragni prosciolta dal Pandoro-Gate, ma noi la vogliamo vedere muffita e un po' polverosa

La giustizia è un valore oggettivo? Come valore universale lo dovrebbe essere. Quindi Chiara Ferragni, fresca di proscioglimento per il Pandoro-Gate, è oggettivamente innocente. Ma per quanti ancora l'imprenditrice è soggettivamente colpevole? Perchè la nostra insufficienza a comprendere, la nostra inadeguatezza, può dipendere da quanto siamo preparati ad accettare la realtà oggettiva. La non colpevolezza della Ferragni si può non vedere perchè la soggettività del sentimento può sovrapporsi all'oggettività, deformando profondamente la realtà dei fatti. A volte vedi quello che vuoi vedere, non quello che c'è. Qui c'è una donna che per due anni ha subito una bufera personale, mediatica, economica che nemmeno Eva, dopo aver mangiato il frutto proibito dall'albero della conoscenza, è stata scacciata dal Giardino dell'Eden in maniera così turbolenta. E poi non mi sembra che Adamo se la sia svignata subito, a bruciapelo ed a gambe levate. Chiara avrà sbagliato, ma non ha introdotto il peccato, la mortalità e la sofferenza all'umanità disobbediendo al Creatore Celeste. Ci sarà stato un serpente, qualcuno che a sua volta l'ha ingannata, ma non ha dato l'inizio alla Genesi. La truffa era perseguibile solo su querela e dopo la rinuncia di Codacons non c'è stato più nessuno a puntare l'indice; il reato di truffa semplice si è estinto a seguito di risarcimenti versati dall'imprenditrice alle associazioni di consumatori ed a una signora di 76 anni che aveva acquistato molti pandori. Chiara Ferragni è oggettivamente innocente. Eppure la cacciata dall'Eden come prima donna italiana imprenditrice digitale è stata inevitabile. E aleggia sempre la percezione che tale sentenza giudiziaria, di piena assoluzione, sia solamente una leggera carta velina appoggiata alla sua immagine odierna. Chiara probabilmente non tornerà in Paradiso. Pagherà le colpe degli uomini, quel sentire soggettivo che ci appoggiamo addosso, e quel gusto del male che ci portiamo dentro dalla Creazione. In fondo siamo tutti Eva, Adamo, ma un po' anche Bernard Berenson che sosteneva “che nel troppo perfetto ci sia quasi una ombra di volgarità e che nelle cose logore, leggermente muffite, polverose ci sia un certo charme”. Oggettivamente bella, intelligente, ricca e oggettivamente innocente? Non siamo preparati. A Chiara la vogliamo vedere muffita e un po' polverosa.

SB