Cronaca 09:31 | 10/06/2026 - Romagna

PS e GdiF: Sequestrati beni per 8 milioni di euro. Indagine nata dopo la cessione della Rimini Calcio. Sette persone denunciate

Nella mattina odierna, alle prime luci dell'alba, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Rimini unitamente alla Polizia di Stato della Questura di Rimini, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, emesso dal Pubblico Ministero, di disponibilità finanziarie, crediti, immobili e società per un valore complessivo di 8 milioni di euro. La Squadra Mobile e la D.I.G.O.S. hanno eseguito perquisizioni nelle province di Caserta, Monza-Brianza, Ascoli Piceno e Rimini. 

Le complesse indagini, avviate a seguito della cessione della proprietà di una società sportiva riminese, la Rimini Calcio, avvenuta nel mese di agosto 2025, hanno consentito di accertare che i nuovi amministratori avevano estinto in pochissimi giorni gli ingenti debiti tributari e contributivi, per oltre 750.000 euro, che gravavano da anni nei confronti di Erario, INPS e INAIL, utilizzando compensazione crediti d’imposta risultati inesistenti. Gli investigatori, ricostruendo la filiera, hanno scoperto che i crediti erano stati generati da una società con sede a Scafati (CE), priva dei requisiti necessari, la cui partita IVA risultava, tra l’altro, cessata, e successivamente ceduti ad una seconda società con sede a Caserta, preposta per commercializzarli sull’intero territorio nazionale, di cui una parte dirottata sulla società riminese. Nel corso delle attività di indagine, sono emersi concreti elementi sul coinvolgimento nella gestione di fatto della società sportiva di un soggetto indagato nell’ambito di altra indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno per i reati di associazione di tipo mafioso ed estorsione, per i quali l’Autorità Giudiziaria competente aveva disposto, per quei reati, un provvedimento di custodia cautelare in carcere. Le molteplici condotte illecite accertate nella gestione, tra cui anche alcune operazioni ritenute distrattive ai danni dei creditori, hanno aggravato il dissesto della società riminese, per la quale il locale Tribunale ha disposto il fallimento mediante apertura della procedura di liquidazione giudiziale. L’operazione di polizia giudiziaria, condotta congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato di Rimini con l’ausilio del personale dei Reparti territorialmente competenti, che hanno fornito supporto tecnico logistico per le operazioni svolte sul campo, si inserisce nell’azione di contrasto alla illegalità a tutela dell’economia legale, per la salvaguardia dell’imprenditoria rispettosa delle regole e per la repressione di fenomeni di inquinamento del tessuto economico sano. Risultano sette le persone indagate, tra cui un esponente della criminalità organizzata, tre delle quali direttamente collegate al Rimini FC: si tratta di Giusi Anna Scarcella che aveva rilevato la squadra biancorossa tramite la società Building Company, Valerio Perini, all'epoca amministratore unico del Rimini FC e Giuseppe Vitaglione, figura operativa all'interno del gruppo imprenditoriale che aveva acquisito il club. Si evidenzia che il provvedimento in parola è stato emesso sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in fase di indagini preliminari e, pertanto, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.

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