Opinioni 15:46 | 24/07/2026 - Dall'Italia

Se Nolan è Zeus, l'Odissea ha il singhiozzo

Nell'Odissea di Nolan è apparentemente saltato il piano divino, il livello spirituale del poema omerico. Ma in realtà c'è. Se tutta l'epica greca si avvale di un consistente apparato di dei che agiscono tra cielo e terra, nella nuova rivisitazione del  regista “tutti gli dei erano immortali” (giusto per citare Stanislaw Jerzy Lec). Erano, appunto. Ora ci sono le divinità dell' Olimpo del cinema, e Christopher Nolan non è Omero, ma Zeus. Ha spartito i poteri per sfere d'influenza (fotografia, musiche, produzione, montaggio, ecc); ma il capo supremo mantiene comunque una posizione dominante. La contiguità fra il mondo divino di Nolan e il mondo terreno, fra dei del grande schermo ed eroi, ha plasmato un film zoppicante, altalenante, vacillante. Questa Odissea ha il singhiozzo; a volte ti sembra di respirare, a volte si attappa tutto. Ma gli dei fanno la loro comparsa laddove gli eventi non possono essere spiegati sufficientemente con l'azione umana. “Perchè a volte tutto si ostruisce”? Ma li arriva la mano da regia di Zeus, l'inspiegabile, l'impulso divino. Gli dei hanno sempre ragione, e va bene così. Anche quando nella sequenza con Polifemo si vuole ricreare un “Saturno che divora i suoi figli” di Goya, ma il montaggio e la caratterizzazione del Ciclope ti fa urlare disperato come Munch. Anche quando i Lestrigoni, i giganti affrontati da Ulisse e la sua flotta, arrivano armati come i soldati di Paolo Uccello ne “ La Battaglia di San Romano” del 1432. Anche quando la maga Circe ammalia incazzosa come gli argentini alla finale dei Mondiali. Anche quando la scena action di Ulisse che uccide i pretendenti di Penelope ad Itaca ricorda Bud Spencer in “Anche gli angeli mangiano fagioli” (e comunque un qualcosa di divino c'era anche lì). Poi però ti riprendi dal singhiozzo e respiri, anche grazie alla stupefacente colonna sonora di Ludwig Goransson, interamente composta utilizzando strumenti dell'antica Grecia. Gong di bronzo, metalli di recupero, e voci che ti ricordano che dietro la telecamera forse c'è veramente un qualcosa di ultraterreno. Matt Damon come Ulisse è invece più terra a terra che mai; con le sue paranoie, con Calipso (interpretata da Charlize Theron) che più che al sesso si dedica a ripetute sedute di analisi, con impregnato una moralità contemporanea di chi cerca se stesso e non si trova mai. E poi c'è la Guerra di Troia, simbolo di tutte le guerre. E il suo cavallo, sulla riva, a mezz' asta, affossato. La fotografia equina racchiude la metafisica di De Chirico e la Transavanguardia di Mimmo Paladino. E' stato questo il piano voluto da Nolan Zeus. Ma gli dei, compreso il capo dell'Olimpo, non sono né onnipotenti, né onniscienti; affiora nella mitologia greca infatti l'idea di un Fato che sta al di sopra di tutto. Zeus e le divinità dell'Olimpo del cinema sono immortali, beate e dotate di poteri sovrannaturali. Ma il singhiozzo era imprevedibile.

Stefania Bozzo

Cronaca