Cronaca 14:13 | 06/07/2026 - Montefiore Conca

Riaperto sabato scorso il Circolo di Serbadone alla comunità con una grande festa, la Messa celebrata dal Vescovo Anselmi e la cena benefica per Aisla 

Nella giornata di sabato 4 luglio è stato ufficialmente inaugurato il rinnovato Circolo di Serbadone, restituito alla cittadinanza montefiorese al termine dell'importante percorso di riqualificazione promosso dall'amministrazione comunale. Una giornata molto partecipata, coincisa con il consueto appuntamento di "ViviLa", iniziativa benefica a favore di AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, capace ancora una volta di unire solidarietà, memoria e senso di comunità.

L'inaugurazione segna la chiusura di una ferita aperta dal 2016, quando il circolo fu costretto alla chiusura in seguito a un'ordinanza sindacale. Da allora il recupero di questo spazio è rimasto tra le priorità del gruppo Insieme per Montefiore e dell'amministrazione comunale, che ha lavorato con determinazione per restituire alla frazione uno dei suoi principali punti di riferimento. Il Circolo di Serbadone, infatti, rappresenta da sempre molto più di un semplice edificio: è un luogo identitario della comunità montefiorese, uno spazio dove ritrovarsi dopo il lavoro, praticare sport, organizzare feste, cene e iniziative, favorendo l'incontro tra generazioni e offrendo un punto di riferimento per bambini, giovani, famiglie e anziani.

L'intervento, del valore complessivo di 320 mila euro, ha consentito di riportare pienamente in funzione una struttura storica destinata a tornare protagonista della vita sociale della frazione. Il recupero del complesso immobiliare di Santa Maria della Neve rappresenta uno degli interventi più significativi portati avanti dall'amministrazione comunale. Grazie all'acquisizione dell'immobile, resa possibile anche dalla disponibilità della Diocesi di Rimini, è stato possibile avviare un progetto di valorizzazione che ha interessato il circolo, la messa in sicurezza della chiesa di Santa Maria della Neve e la riqualificazione del campo da calcetto comunale. Un intervento che restituisce alla frazione uno spazio storico di incontro e aggregazione, destinato ad accogliere attività sociali, culturali e ricreative rivolte a bambini, giovani, famiglie e anziani.

La cerimonia si è aperta nel tardo pomeriggio con il taglio del nastro, che ha sancito simbolicamente la riconsegna del circolo ai cittadini. A seguire è stata celebrata la Santa Messa, presieduta dal Vescovo di Rimini Nicolò Anselmi, quindi la festa è proseguita con le attività dedicate ai più piccoli, curate da Elisabetta di Filosport e Malatempora, e con la tradizionale cena di beneficenza, il cui ricavato sarà devoluto ad AISLA, nel segno dello spirito che da dieci anni anima "ViviLa", nata per mantenere vivo il ricordo di Laura e trasformare il dolore in un concreto gesto di vicinanza verso le persone colpite dalla Sla e le loro famiglie.

Ad occuparsi della gestione del Circolo sarà l'ASD Filosport, i cui referenti erano presenti all'inaugurazione. La collaborazione consentirà di dare continuità alle attività della struttura, promuovendo iniziative rivolte a tutte le fasce d'età e rafforzando ulteriormente il ruolo del circolo come presidio sociale e aggregativo.

Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose, a testimonianza dell'importanza dell'intervento per tutto il territorio. Erano presenti il Vescovo di Rimini Nicolò Anselmi, l'assessora regionale al Turismo e Sport Roberta Frisoni, il presidente provinciale FGCI Sergio Franco, il presidente provinciale di Coldiretti Guido Cardelli, i sindaci di Montescudo - Monte Colombo, Morciano di Romagna, Saludecio, Tavoleto, il referente regionale di ICSC Marcello Diegoli, oltre ai referenti dell'ASD Filosport, associazioni, volontari e numerosi cittadini.

L’inaugurazione del Circolo di Serbadone e del riqualificato centro sportivo rappresenta molto più  della restituzione di uno spazio alla comunità – ha detto l’assessora regionale Roberta Frisoni -. Significa ridare vita a un luogo di incontro, di crescita  e di partecipazione, dove lo sport può tornare a svolgere il suo ruolo fondamentale di strumento di  benessere, salute e coesione sociale. Campi e spazi condivisi sono presìdi di comunità, aperti a  bambine, bambini, ragazze e ragazzi, famiglie e persone di ogni età, capaci di creare relazioni,  promuovere stili di vita sani e rafforzare il senso di appartenenza a un territorio. È ancora più  significativo che questa inaugurazione coincida con ‘ViviLa’, un appuntamento che da dieci anni  unisce solidarietà e impegno concreto a sostegno di Aisla, l’Associazione italiana sclerosi laterale  amiotrofica/Sla, un gesto di vicinanza verso chi affronta la malattia e le proprie famiglie. È questo il  volto migliore dello sport e dell'associazionismo: quello che costruisce comunità inclusive, non lascia  indietro nessuno e dimostra come la collaborazione tra istituzioni, volontariato e cittadinanza possa  generare luoghi e occasioni che migliorano la qualità della vita delle persone”.

“Oggi sono orgoglioso di affermare che la promessa fatta alla nostra comunità è stata mantenuta - ha commentato il sindaco di Montefiore Conca, Filippo Sica -. Quando, per la prima volta, sono arrivato a Montefiore nel 1990, le prime persone che ho conosciuto erano proprio quelle di Serbadone. Gente semplice, laboriosa, autentica. Persone che avevano fatto della loro comunità una famiglia, un luogo dove era naturale ritrovarsi dopo il lavoro, condividere una partita a carte, una cena, una festa.  Poi quella serenità si è interrotta. Il Circolo ha chiuso, la Chiesa è diventata inagibile e questo luogo, che per tanti era una seconda casa, ha spento le sue luci. Oggi, guardandovi negli occhi, posso dire che quelle luci sono tornate ad accendersi. Non per merito di una sola persona, ma grazie ad una comunità che non ha mai smesso di credere nel proprio futuro. Grazie alla Diocesi che ha compiuto un gesto di grande sensibilità cedendo questo bene al Comune. Grazie all'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale che ha creduto nel nostro progetto. Grazie ai tecnici, ai dipendenti comunali, ai volontari, all'ASD Filosport e a tutti coloro che hanno reso possibile questa rinascita. Ecco, io credo che oggi, qui a Serbadone, non stiamo celebrando un'inaugurazione. Stiamo celebrando un ritorno a casa. La casa di una comunità che ritrova il suo punto di incontro. La casa dei bambini che torneranno a giocare. La casa dei ragazzi che cresceranno insieme. La casa dei nostri anziani che potranno ritrovarsi ogni giorno. La casa delle famiglie, dei volontari, delle associazioni e di tutti coloro che credono che una comunità viva si costruisca partendo dai luoghi dell'incontro. Se in questi sette anni ho avuto il privilegio di accompagnare questo cammino, ne sono profondamente grato. Perché il vero lieto fine non è vedere un'opera completata. Il vero lieto fine è vedere una comunità che torna a vivere. 

 

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