Partono domani, in tutta Italia, i saldi estivi di fine stagione. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà mediamente 201 euro per l’acquisto di capi scontati, pari a 91 euro pro capite, per un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro. Alla vigilia dell’avvio dei saldi, il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Giammaria Zanzini, richiama l’attenzione sulle vere priorità del commercio di prossimità.
“Anche quest’anno il dibattito si concentra quasi esclusivamente sulla data di avvio dei saldi. È una riflessione legittima, perché iniziare gli sconti a pochi giorni dall’inizio dell’estate lascia più di una perplessità, ma sarebbe un errore pensare che le difficoltà del commercio si esauriscano qui. Il commercio sta attraversando una trasformazione profonda e ridurre tutto alla data dei saldi significa semplificare una crisi che ha radici ben più lontane. Le imprese chiedono condizioni di mercato corrette, regole uguali per tutti e una visione degli spazi urbani che valorizzi il commercio di prossimità quale presidio sociale, di sicurezza e di attrattività dei luoghi.
Negli ultimi mesi assistiamo al proliferare di influencer ed esperti dell’ultima ora che propongono ricette semplici per problemi complessi. C’è chi sostiene che basti spostare i saldi o un post sui social per risolvere tutto. Una narrazione che può raccogliere consenso, ma il commercio non si governa con gli slogan dei moderni pifferai magici. Servono competenza, rappresentanza e confronto ai tavoli istituzionali, dove si costruiscono riforme capaci di restituire competitività alle imprese.
I numeri della provincia di Rimini raccontano la vera emergenza. Dal 2012 al 2025 il commercio al dettaglio e all’ingrosso ha perso 1.776 imprese. Nello stesso periodo le imprese straniere sono aumentate di 189, mentre quelle italiane sono diminuite di 1.965. Nel solo commercio al dettaglio le attività sono passate da 5.397 a 4.729, con una perdita di 668 imprese.
Dietro questi numeri ci sono famiglie, lavoro, sicurezza urbana e qualità della vita. Ogni serranda abbassata è un presidio che si perde e ogni negozio sfitto aumenta il degrado. Per questo chiediamo regole capaci di ristabilire condizioni di concorrenza leale, regolamentando outlet, private sales e promozioni permanenti, oltre a contrastare il fenomeno del grey market, sul quale hanno responsabilità anche le stesse aziende produttrici. Se vogliamo salvare i negozi di vicinato dobbiamo affrontare le cause profonde della crisi e non limitarci alle polemiche del momento”.
Il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini rivolge inoltre un appello ai Comuni affinché adottino misure per favorire l’accesso ai centri urbani. “È necessario alleggerire le limitazioni delle ZTL e prevedere parcheggi gratuiti o altre agevolazioni per la sosta almeno per le prime due settimane dei saldi. Rendere più semplice raggiungere i centri storici significa sostenere concretamente i negozi di vicinato, incentivare l’afflusso dei clienti e rafforzare l’attrattività commerciale delle nostre città. L’accessibilità non è un favore alle imprese, ma un investimento sulla vitalità economica e sociale dei centri urbani”.

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