"Nulla ho da dire per l'assoluto rispetto delle indagini in corso, l'esito del lavoro allora svolto è tutto riportato nella mia requisitoria". Lo dice all'ANSA Valter Giovannini, il pm che condusse l'accusa in aula nei processi bolognesi sulla banda della Uno bianca, interpellato dopo l'intervista di Roberto Savi a 'Belve Crime'.
Il magistrato, ora in pensione, fa riferimento alla requisitoria con cui chiese le condanne per i componenti del gruppo criminale, in particolare quando scrisse, affrontando il tema delle confessioni e delle ritrattazioni dei principali imputati, Fabio e Roberto: "Non avremmo avuto problemi a verificare ogni nuova 'verità', anche la più terribile, che ci fosse stata sottoposta però in termini seri, verificabili, senza teatralità, senza messaggi più o meno trasversali e senza ragionamenti viziati da contingenti convenienze di piccolo cabotaggio processuale. Ebbene in questi lunghi mesi, quali nuovi fatti con queste caratteristiche Savi Fabio e Savi Roberto hanno sottoposto all'attenzione di noi tutti? Nessuno". "Nessuno degli imputati - proseguiva Giovannini - ha aggiunto nulla in questi lunghi mesi, mentre le continue indagini integrative, condotte con professionalità, dedizione e intelligenza dagli uomini del nucleo interforze Uno bianca, acquisivano uno dietro l'altro ulteriori riscontri alle ipotesi accusatorie". Le confessioni, per Giovannini, erano state "assolutamente spontanee, incrociate tra di loro, torrenziali, circostanziate, univoche, dettagliate, reiterate, riscontrate, sin nei minimi particolari". Le ritrattazioni, invece, "confuse, goffe, scontate e prevedibili, estemporanee, assolutamente prive di qualsiasi spessore probatorio a confutazione".
"Sia ben chiaro - spiegava in un altro passaggio - che a Roberto Savi non abbiamo creduto, quando ritratta, a cagione di preconcetti istruttori o peggio per innamoramento di tesi ormai ritenute acclarate. Non gli abbiamo creduto perché egli non ci ha fornito nulla per verificare con scrupolo, obiettività e coraggio un nuovo spunto di indagine che nascesse, però, in modo schietto e nitido da una diversa e plausibile ricostruzione dei fatti".

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