Cultura 12:39 | 25/04/2026 - S. Giovanni in Marignano

25 aprile: il discorso della Sindaca Michela Bertuccioli

Carissime cittadine e cittadini, 

Ci ritroviamo per celebrare e onorare un impegno comune di cui non si potrà mai fare a meno, perchè il 25 aprile incarna un sogno senza il quale il Paese non sarebbe libero, né davvero vivo, né pienamente umano.

Spesso si pensa alla Resistenza come a un movimento nato esclusivamente per “combattere contro” l’oppressione nazi-fascista. Certamente lo fu. Ma la sua eredità più grande risiede nel suo essere stata un “progettare per”. Quel tempo di lotta non fu solo un campo di battaglia, ma il vero cantiere della nostra democrazia.

Quest’anno, nell’80° anniversario della Repubblica e dell’Assemblea Costituente, abbiamo desiderato ricordare più che mai il ruolo delle Madri Costituenti: 21 donne straordinarie elette nell’Assemblea Costituente il 2 giugno del 1946, troppo a lungo rimaste ai margini del racconto pubblico, che hanno portato nella scrittura della Carta la loro intelligenza lucida, la loro forza valoriale, la loro capacità di visione. Queste donne rappresentarono la voce femminile per la prima volta in Parlamento, battendosi per i diritti civili, la parità di genere, la maternità, il lavoro; donne che seppero affermare diritti in un contesto in cui sembravano inimmaginabili.

Accanto alla determinazione e al coraggio, portarono anche qualcosa di altrettanto essenziale: uno sguardo aperto, l’attenzione agli altri. In un tempo in cui troppo spesso assistiamo a modelli di potere fondati sulla prepotenza, sulla contrapposizione e sulla sopraffazione, il loro esempio ci ricorda che si può governare anche — e meglio — attraverso il rispetto, il dialogo e il confronto.

C’è un legame stretto e profondo che conduce dai sentieri battuti dai partigiani e le strade percorse dalle staffette - ragazze e donne spesso giovanissime, che attraversavano città e montagne portando messaggi, armi, speranza a rischio della propria vita - fino alle aule dell’Assemblea Costituente. È anche grazie a quella spinta instancabile che  è stato reso possibile il passaggio fondamentale dalla libertà “da” alla libertà “di”. Se il 25 aprile ci ha consegnato la libertà dall’occupazione nazista e dal fascismo; è la nostra Costituzione che ci ha donato la libertà di partecipare, di istruirci, di curarci e di lavorare. Grazie a questa legge fondamentale, la Liberazione è diventata un progetto di vita quotidiana.

Piero Calamandrei diceva che per capire dove sia nata la nostra Costituzione dobbiamo andare sulle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri, nei campi dove furono impiccati. È la verità: ogni articolo della Costituzione che oggi consideriamo ovvio è l’esatta risposta a un sopruso subito; è una voce che rivendica la realizzazione di ogni vita e ci ricorda che non tutto è scontato.

Questo è il “testamento” di chi è caduto: una sintesi straordinaria nata dal dialogo tra persone che avevano idee diverse — comunisti, cattolici, liberali, azionisti — ma che scelsero di trovare un linguaggio comune per il bene di tutti e tutte. In un mondo che oggi appare sempre più polarizzato e diviso, in un contesto internazionale dove le priorità sembrano dettate da economia e finanza e non dal valore delle vite umane, questo messaggio è di un’attualità sconvolgente.

La Costituzione non è semplice inchiostro sulla carta. È una bussola viva solo se resa attuale dalla coscienza e dalle azioni di ognuna e ognuno di noi. I suoi valori — la pace, la solidarietà, la dignità del lavoro, l’uguaglianza — non sono concetti del passato, ma le uniche risposte possibili ad ogni periodo di crisi e smarrimento, come quello che stiamo vivendo nell’attuale contesto internazionale.

Celebrare significa dunque trasformare la memoria in impegno e azione civile. Significa ricordarci che la democrazia non è uno stato di natura, ma una conquista che richiede una cura quotidiana. Continuiamo a fare Resistenza ogni volta che difendiamo un diritto, ogni volta che scegliamo il dialogo invece dello scontro, ogni volta che riconosciamo la dignità umana come valore supremo e non negoziabile.

Per questo, come Sindaca, ho desiderato invitare in questa giornata le ragazze e i ragazzi che hanno compiuto 18 anni per consegnare loro la Costituzione. È per me un’emozione profonda, un gesto che nasce da un sentimento autentico di responsabilità e di fiducia.

A voi, ragazze e ragazzi, dico: ho giurato sulla nostra Costituzione, che orienta ogni giorno il mio impegno per il bene comune. Consegnarvela significa affidarvi non solo un testo, ma l’invito a partecipare attivamente alla costruzione della società in cui viviamo. Le vostre voci, le vostre idee, il vostro impegno, i vostri sogni, possono fare la differenza. Partecipare, informarsi, esprimere il proprio pensiero, rispettare gli altri: sono questi i gesti che rendono viva ogni giorno la nostra democrazia.voi

Grazie per essere qui e grazie ai rappresentanti delle forze dell’ordine, ad ANPI, ai rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, alla delegazione di studentesse e studenti dell’Istituto Comprensivo Statale e ai loro insegnanti, al corpo bandistico e a tutte le realtà che rendono la nostra comunità viva, presente e capace di crescere insieme.

A tutte e tutti voi Buon 25 Aprile e  grazie, grazie alla nostra Costituzione!

La Sindaca 

Michela Bertuccioli

 

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