Anche Rimini ha celebrato il 25 aprile con una giornata diffusa di commemorazioni dedicate alla Resistenza e alla Liberazione. Fin dal mattino l’Anpi ha deposto fiori sulle targhe delle vie cittadine intitolate a partigiani e antifascisti, per riportare alla memoria le storie legate a quelle persone.
A seguire le celebrazioni si sono concentrate tra Piazzale Roma, Parco Cervi e il centro storico. Dopo la posa di una corona al Monumento della Resistenza, un corteo ha attraversato la città fino a Piazza Cavour per la cerimonia conclusiva, con gli interventi delle autorità e dell’Anpi.
"Celebriamo oggi, per l'81esima volta, la Liberazione del nostro Paese.- così Andrea Caputo, Presidente dell'Anpi di Rimini, in un passaggio del suo intervento alla cerimonia - Ottantuno anni nei quali l'Italia si è ricostruita pezzo dopo pezzo, poggiando le proprie fondamenta sulla nuova Costituzione, quella guida ideologica che i nostri padri e le nostre madri costituenti vollero come bussola dello sviluppo civile e umano della nazione. Non fu un percorso facile: chi aveva combattuto per la libertà dovette affrontare l'opposizione ostinata di una classe dirigente ancora intrisa di cultura fascista. Eppure la Costituzione tenne, e fu grazie a essa che oggi possiamo celebrare anche l'80° anniversario del voto alle donne, e rivendicare l'esercizio di diritti che in tante parti del mondo restano ancora impensabili".
"I valori della Resistenza sono scolpiti nella Costituzione italiana. - così il sindaco Jamil Sadegholvaad, nel suo intervento -. Sono i valori della libertà, della democrazia, della pace, della convivenza civile, del rifiuto della legge del più forte in qualsiasi ambito, epoca e latitudine essa rischi di manifestarsi. A mettere su carta quei valori furono persone dall'estrazione culturale e sociale molto diversa, che seppero stare dalla stessa parte ‘del fiume e della Storia’ per schierarsi insieme contro il nazifascismo. Democristiani, comunisti, liberali lavorarono fianco a fianco per un anno e mezzo in nome di un bene comune: il futuro di un Paese che voleva risorgere, lasciandosi definitivamente alle spalle violenza e dolore. Per questo la nostra è una Costituzione democratica e antifascista. Il no ai nazifascisti non fu detto solo dai partigiani, ma dai militari che rifiutarono le Brigate Nere, dai carabinieri molti dei quali uccisi o deportati in Germania, dalle donne, dai sacerdoti, da tutti coloro che rischiarono la vita per nascondere un ebreo o sostenere chi combatteva. Quel no corale fu madre e padre di una Costituzione che è di tutti. Ancora oggi. Per questo il valore del 25 aprile non sta solo nella storia, ma vive nella quotidianità, nelle vie, nelle piazze, nelle scuole, nei luoghi di lavoro di Rimini, la nostra bellissima città. Il 25 aprile è patrimonio nazionale. È festa popolare. È festa di tutti. Viva la Liberazione.”

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