Cultura 20:00 | 26/07/2026 - Romagna

Lo storico teatro Mariani di Sant'Agata Feltria diventa patrimonio dell'Unesco

Nel corso della 48sima sessione del Comitato del Patrimonio mondiale in corso a Busan (Repubblica di Corea), l’Unesco ha iscritto il "Sistema dei teatri condominiali all'italiana nell'Italia centrale fra XVIII e XIX secolo" nella sua lista più prestigiosa, al termine di un percorso avviato nel 2021 dalla Regione Marche come capofila e culminato con l'invio del dossier di candidatura a Parigi nel febbraio 2025 e la valutazione conclusiva di ICOMOS nel gennaio 2026. Ne fa parte anche il teatro Angelo Mariani di Sant'Agata Feltria

E’ un sito seriale: non un singolo monumento, ma un insieme di 10 teatri storici distribuiti tra Marche (8), Emilia-Romagna (1) e Umbria (1), accomunati da un'origine e da una storia condivisa. Tra questi, il Teatro Mariani, il più antico teatro in legno d'Italia, reso celebre dalla visita di Vittorio Gassman, che vi recitò la Divina Commedia per la Rai restandone folgorato.

Tra il Settecento e l'Ottocento le sale di questi teatri diffusi nacquero grazie a "società condominiali", forme di partenariato tra enti pubblici e famiglie private, e divennero cuore pulsante della vita civile dei borghi in cui sorgevano, luoghi in cui la comunità si ritrovava, si riconosceva e si esprimeva. È proprio questa continuità tra architettura, storia e comunità viva a costituire il ‘valore universale eccezionale’ che l'Unesco ha inteso riconoscere. Per quanto riguarda il Teatro Mariani, rappresenta un luogo che ha attraversato tre secoli senza perdere la propria essenza.

"Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio e di gratitudine- affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l'assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Il Teatro Mariani di Sant'Agata Feltria entra oggi a far parte del patrimonio di tutta l'umanità, e con lui entra la storia, la tenacia e la sensibilità di una comunità che ha saputo custodire questo gioiello per secoli. È un risultato che rafforza e valorizza il patrimonio culturale di tre regioni - Emilia-Romagna, Marche e Umbria - e che ci consegna anche una responsabilità più grande: continuare a prendercene cura. Vogliamo ringraziare la Regione Marche, i Comuni, gli uffici del ministero della Cultura e della Regione Emilia-Romagna e tutti coloro che hanno accompagnato con il loro contributo ogni fase di questo percorso con competenza e passione".

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