Cultura 11:49 | 09/04/2026 - Santarcangelo

Lunedì 13 aprile 2026, alle ore 20.30, allo Stadio Mazzola, in campo per i diritti di tutte le donne

Lunedì 13 aprile 2026, alle ore 20.30, allo Stadio Mazzola di Santarcangelo di Romagna, scenderanno nuovamente in campo gli Autotuners e gli Orchestrales, insieme alle calciatrici romagnole — giocatrici del Cesena Calcio Femminile e dell’ex Rimini Calcio Femminile — questa volta per sostenere Rompi il Silenzio APS, centro antiviolenza del distretto Rimini Nord, in una partita che è molto più di un evento sportivo.

È una presa di posizione. È una chiamata collettiva.

Anche sul piano sportivo la sfida si preannuncia avvincente: conferme importanti tra cantanti e musicisti e diverse nuove adesioni pronte a scendere in campo.

Gli Autotuners si presentano con il capitano Andrea Amati, guidati in panchina dall’allenatrice Giorgia Spada e dal tecnico Davide Lodovichetti.

Dall’altra parte, gli Orchestrales, con il capitano Gianluca Morelli, saranno guidati dall’allenatrice Sara Ceccarelli, affiancata dal tecnico Davide Tura.

A dirigere l’incontro sarà l’arbitra Giacomo Contestabile. A bordo campo, a raccontare la serata, la conduzione di Elisa Semprini, con il valletto Andy MacFarlane.

“ Tutto è pronto ora la parola al campo.“

In un tempo in cui i diritti delle donne non possono essere dati per scontati, indipendenza e autodeterminazione restano un traguardo difficile da raggiungere per molte.

La violenza si insinua ancora nelle relazioni, limitando la libertà delle donne di scegliere della propria vita, della propria salute del proprio corpo e dei percorsi professionali da intraprendere.

Con questa iniziativa, cantanti e musicisti romagnoli, artiste e calciatrici vogliono ribadire un principio chiaro: i diritti umani non sono negoziabili.

In campo, uomini e donne insieme. Non come eccezione, ma come esempio. Perché la parità di genere non è uno slogan, ma una responsabilità concreta che riguarda

tutti. Nel nostro territorio le squadre di calcio femminile sono ancora troppo poche e, spesso, quelle esistenti non hanno un’adeguata rappresentanza. Dare spazio al calcio femminile significa riconoscere alle donne lo stesso diritto di esserci, partecipare ed essere visibili. Parlare di parità di diritti significa anche garantire pari opportunità. Il calcio come strumento di emancipazione e riscatto.

Serve gioco di squadra. «E questa volta abbiamo chiamato anche i rinforzi! Grazie alle calciatrici romagnole, la sfida tra cantanti e musicisti sarà non solo significativa, ma anche intensa, competitiva e spettacolare.» Questa partita è per chi crede nella parità di diritti e opportunità. Per chi sostiene l’autodeterminazione femminile.Per chi crede che ogni campo sportivo o palco musicale possa diventare uno spazio di solidarietà e di collaborazione ed emancipazione culturale, basata sul consenso e sul rispetto.

Per chi ritiene giusto e doveroso impegnarsi in prima persona per abbattere pregiudizi e stereotipi che ancora nel 2026 limitano dignità e libertà. Per chi rifiuta ogni forma di violenza e discriminazione. Ma è anche un messaggio diretto a tutte le donne che stanno vivendo situazioni di violenza: Non siete sole. Non siete sbagliate. Chiedere aiuto è un atto di forza. «Rompere il silenzio è il primo passo per uscire dalla violenza. Ogni giorno incontriamo donne che hanno bisogno di ascolto, supporto e di non sentirsi giudicate. È fondamentale che sappiano che non sono sole e che chiedere aiuto è possibile.» — Serena Marroncini, coordinatrice del centro antiviolenza Marielle con sede a Santarcangelo di Rompi il Silenzio.

L’ingresso è a offerta libera e il ricavato sarà devoluto a Rompi il Silenzio APS, a sostegno delle donne e dei bambini accolti nelle case rifugio del territorio per accompagnarli nel loro percorso di uscita dalla violenza e verso la piena autonomia Non è solo una partita. È una scelta. A lanciare l’invito sono direttamente i protagonisti in campo: «Vi aspettiamo allo stadio. Venite a sostenerci, venite a far parte di questo messaggio. Perché questa partita non è solo nostra: è di tutti.» Non restare in silenzio. Non restare fuori dal campo. Questa partita è di tutti. E si gioca adesso.