Nasce la compagnia teatrale di Arcigay Rimini QUEENTE INSTABILI e debutta con lo spettacolo: "Tra specchi e malintesi", da un’idea di Gaetano Antonacci con la regia di Mattia Cavallari, direttore di scena Marco Grilli e concept grafico di Mattia Di Stefano (altri dettagli nella scheda allegata).
“TRA SPECCHI E MALINTESI” racconta con linguaggio diretto e contemporaneo una provincia che assomiglia molto a tutti noi: pieni di paure, pregiudizi e piccoli egoismi, ma anche capaci di ridere di sé e di cercare, ostinati, una possibilità di felicità. Fra un taglio sbagliato, un equivoco amoroso e una verità detta magari “per sbaglio”, il pubblico è invitato a riconoscersi in questi personaggi, a ridere con loro e, forse, a guardarsi allo specchio con un pizzico di indulgenza in più.
“TRA SPECCHI E MALINTESI” è una commedia dove il vero taglio non è quello ai capelli, ma quello che ognuno di noi decide di dare alla propria vita, ai propri legami, alle proprie paure.
Presso il CastOro Teatro (via del Castoro 7) sabato 9 maggio alle 21 e domenica 10 maggio alle 16.30.
Lo spettacolo è in collaborazione con Agedo Rimini-Cesena all'interno del progetto "generazioni unite nella parità dei diritti" della Regione Emilia-Romagna.
“TRA SPECCHI E MALINTESI”
Compagnia QUEENTE INSTABILI
da un’idea di Gaetano Antonacci
Regia: Mattia Cavallari
Direttore di scena: Marco Grilli
Concept grafico: Mattia Di Stefano
In un salone da parrucchiere di provincia, tra specchi, caschi e bigodini colorati, va in scena un’umanità esilarante e imperfetta: clienti affezionati, pettegolezzi di paese, amori mancati e sogni mai del tutto archiviati si intrecciano in un vortice di battute, equivoci e colpi di scena. “TRA SPECCHI E MALINTESI” è una commedia brillante che gioca con la tradizione del teatro popolare, alternando momenti di comicità travolgente a lampi di tenerezza e verità.
Protagonista è il salone “C.& J. – il taglio ok!”, regno del barbiere Cristiano e della socia Jolanda, attorno ai quali ruota un vero piccolo paese: dalla postina Ernestina – sempre un po’ alticcia e surreale – al Sindaco, seduttore improvvisato e confusionario, fino al timido Teodoro “junior”, mammone imbranato catapultato in improbabili corsi di seduzione che si rivelano… corsi per geometri. A loro si affiancano figure femminili fortissime e diversissime tra loro, come l’intransigente Barbara, la dolce Angelica, la frizzante Veronica e l’instancabile Giuditta, creando un mosaico corale ricco di caratteri e dialettica.
La regia di Mattia Cavallari valorizza il ritmo comico e il gioco di ensemble, trasformando il salone in un palcoscenico vivo, dove ogni entrata e uscita è un piccolo evento e ogni oggetto – dal secchio fuori posto al boa di struzzo – diventa motore di gag e fraintendimenti. L’azione si muove come una vera “orchestra da camera” della provincia italiana, tra rimandi al varietà, al teatro di carattere e a certe atmosfere da sitcom.
Il direttore di scena Marco Grilli coordina un meccanismo scenico preciso, fondato su cambi rapidi, entrate serrate e una gestione millimetrica degli spazi del salone, che resta sempre al centro dell’attenzione come luogo simbolico di trasformazione: qui non si cambiano soltanto i capelli, ma identità, ruoli e prospettive. Ogni personaggio entra “uno” ed esce sempre un po’ diverso, riflesso in quegli specchi che deformano e restituiscono la verità con il filtro dell’ironia.
Il concept grafico di Mattia Di Stefano dialoga con l’impianto registico, portando in locandina e nei materiali di comunicazione la stessa esplosione di colori, linee e contrasti che caratterizza il salone: specchi che si moltiplicano, sagome stilizzate di personaggi, lettering dinamico e ironico, in grado di restituire da subito il tono brillante e pop della commedia. L’immagine visiva diventa così il primo “specchio” attraverso cui il pubblico incontra questo mondo, suggerendo al tempo stesso leggerezza e profondità.
“TRA SPECCHI E MALINTESI” racconta con linguaggio diretto e contemporaneo una provincia che assomiglia molto a tutti noi: pieni di paure, pregiudizi e piccoli egoismi, ma anche capaci di ridere di sé e di cercare, ostinati, una possibilità di felicità. Fra un taglio sbagliato, un equivoco amoroso e una verità detta magari “per sbaglio”, il pubblico è invitato a riconoscersi in questi personaggi, a ridere con loro e, forse, a guardarsi allo specchio con un pizzico di indulgenza in più.
“TRA SPECCHI E MALINTESI” è una commedia dove il vero taglio non è quello ai capelli, ma quello che ognuno di noi decide di dare alla propria vita, ai propri legami, alle proprie paure.
Per informazioni:
arcigay.rimini.it/traspecchiemalintesi – [email protected] – 340 231 9146

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