Economia 15:49 | 28/02/2026 - Rimini

Commercio 2026: consumi in crescita, ma le spese obbligate frenano le vendite

Secondo le previsioni di Confesercenti-CER, nel 2026 i consumi delle famiglie cresceranno dello 0,8%, pari a 9,1 miliardi in più rispetto al 2025. Tuttavia l’aumento sarà in gran parte assorbito dalle spese obbligate, come alimentari, casa ed energia, limitando l’impatto sul commercio, dove le vendite al dettaglio sono attese quasi ferme (+0,2% in volume), con le piccole superfici ancora in calo (-0,5%).

A sostenere la spesa contribuiranno l’aumento dell’occupazione e le misure di detassazione su rinnovi contrattuali e premi di produttività, che dovrebbero generare 1,8 miliardi di reddito disponibile aggiuntivo, traducendosi in circa 1,5 miliardi di nuovi consumi. Ma la pressione dei costi incomprimibili continua a comprimere la spesa discrezionale, quella che alimenta direttamente le attività commerciali di prossimità.

Dopo il calo dei prezzi energetici nel 2025, che aveva liberato circa 1 miliardo di euro per altri acquisti, il 2026 si apre con nuove tensioni su energia e alimentari. Rispetto al 2019, le famiglie spendono in media 1.860 euro in più l’anno, per il 70% assorbiti da cibo e abitazione: un irrigidimento dei bilanci che spiega il divario tra crescita dei consumi complessivi e stagnazione delle vendite nei negozi.

Tra nuovi dazi e rincari energetici, un peggioramento del contesto internazionale potrebbe ridurre la crescita dei consumi allo 0,5% (5,5 miliardi), bruciando 3,6 miliardi di spesa potenziale. In questo caso, le vendite al dettaglio tornerebbero in negativo (-0,3%), con un calo più marcato per le piccole superfici (-1,5%). In un quadro di export debole e fine della spinta del Pnrr, i consumi restano il principale motore dell’economia italiana, ma senza un recupero strutturale del potere d’acquisto e una riduzione stabile dei costi energetici e fiscali, il commercio rischia di restare al palo.

Le spese per casa, energia, alimentari e trasporti, assorbono una quota sempre maggiore dei bilanci familiari, comprimendo la spesa discrezionale che sostiene le attività di prossimità - sottolinea il presidente di Confesercenti Rimini, Fabrizio Vagnini (nella foto) -. Positivo l’intervento sull’energia, ma serve una strategia strutturale per ridurre stabilmente i costi. Le detassazioni hanno dato un segnale utile, ma occorre rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie, contrastare il dumping contrattuale e alleggerire la pressione fiscale anche su imprese e autonomi, intervenendo sulle aree di elusione, a partire dal Web. Il reddito disponibile reale resta ancora inferiore del 4% rispetto al 2008, mentre nell’area euro è cresciuto: senza un recupero concreto, i consumi non potranno sostenere pienamente il Pil”.