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Opinioni 14:46 | 30/11/2018 - Rimini

Ancora da restaurare e valorizzare la statua di Giulio Cesare

Perdura lo stato di abbandono della statua di Giulio Cesare all’angolo di Piazza Tre Martiri –Corso d’Augusto, con le lamiere del basamento in rame completamente staccate e tenute insieme con pezzi di “scotch” sullo sfondo del bancomat di Unicredit e delle biciclette di contorno.
La statua fu collocata e inaugurata il 10 settembre del 1933 nel sito sottostante la Torre dell’Orologio di Piazza Giulio Cesare, dove rimase per 12 anni fino al 20 Giugno 1945 quando fu rimossa e sepolta nel greto del fiume Marecchia, e dopo 50 anni di peripezie riportata nella Piazza dove ora si trova.
Nonostante la discussione consigliare avvenuta un anno fa (30.11.2017) della Mozione presentata dal sottoscritto per la valorizzazione della statua non vi è stato alcun intervento della Amministrazione Comunale al riguardo. Pertanto, con l’interrogazione consigliare di ieri sera, ho sollecitato l’Amministrazione Comunale a:
1) restaurare urgentemente il basamento di bronzo della statua di Giulio Cesare con le lamiere di bronzo distaccate che costituiscono anche un pericolo, per eliminare i ridicoli e vistosi rattoppi con lo “ scotch”;
2) “liberare” la statua di Giulio Cesare, ammirata e fotografata dai turisti, dallo sfondo del bancomat Unicredit e dalle biciclette di contorno;
3) valorizzare la Statua di Giulio Cesare con la collocazione in un luogo più adeguato della Piazza, per evocare che proprio qui, nell’allora Foro di Rimini, il 49 a.C., Giulio Cesare tenne il discorso ai suoi legionari, dopo aver varcato il Rubicone e pronunciato la storica frase “il dado è tratto” –alea iacta est” (motto del gonfalone del Comune di Rimini) per marciare alla conquista di Roma e fondare l’Impero Romano;
4) salvaguardare, inoltre, l’accessibilità e la visibilità dell’asola archeologica con la pavimentazione romana in Piazza Tre Martiri e in Via Novembre, dall’assedio irrispettoso delle biciclette e delle rastrelliere da collocare altrove e da incrementare.
Gioenzo Renzi