Il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Giammaria Zanzini, ha partecipato all’incontro con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, svoltosi all’hotel Savoia di Rimini. L’appuntamento, organizzato da Nicola Marcello e al quale hanno preso parte anche i parlamentari del territorio, ha visto la presenza delle associazioni di categoria locali e ha rappresentato un’importante occasione di confronto diretto con il Governo sui temi più urgenti per il sistema economico riminese.
Nel suo intervento Zanzini ha portato all’attenzione del ministro le difficoltà che stanno attraversando le imprese del commercio, offrendo alcuni spunti di riflessione sulle trasformazioni in atto e sulla necessità di mettere il commercio di vicinato al centro delle politiche di sviluppo. Tra le proposte caldeggiate dal presidente provinciale anche l’introduzione della cedolare secca per gli affitti degli immobili commerciali, misura che potrebbe contribuire a ridurre i costi a carico delle attività, favorire nuove aperture e contrastare il fenomeno dei locali sfitti e della desertificazione commerciale.
Zanzini ha poi consegnato al ministro Urso il documento di Confcommercio Rimini “La città che cambia. Proposte per la salvaguardia del tessuto commerciale di prossimità”, elaborato come base di confronto con le istituzioni per sostenere le attività di vicinato, contrastare la desertificazione commerciale e accompagnare i processi di rigenerazione delle città e dei borghi del territorio.
“Sono molto soddisfatto dell’attenzione e dell’ascolto che il ministro Urso ha riservato alle nostre riflessioni – dichiara Zanzini –. Ringrazio Nicola Marcello per avere organizzato questo importante momento di confronto e i parlamentari del territorio per la loro presenza e attenzione. È fondamentale che il dialogo con il Governo parta dalla voce di chi ogni giorno vive le difficoltà delle imprese. Abbiamo ribadito anche alcune proposte concrete, come l’introduzione della cedolare secca per le locazioni commerciali, che riteniamo possa essere uno strumento utile per sostenere le attività e rendere più attrattivi i nostri centri urbani.
Mi permetto però una riflessione su un dato ricordato dal ministro, quello del saldo attivo delle imprese italiane. È certamente un segnale positivo, ma dobbiamo guardare dentro a quel numero e capire quali imprese stanno crescendo e quali, invece, continuano a diminuire. Un saldo complessivamente positivo non deve nascondere la crisi profonda di interi comparti. Il commercio di vicinato è tra quelli che stanno soffrendo di più e rischia di essere lasciato indietro se le decisioni vengono prese guardando solamente al dato generale. Servono politiche capaci di accompagnare la crescita senza perdere pezzi fondamentali del nostro tessuto economico, sociale e urbano”.

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