“Finalmente a Roma si sono accorti che l’emergenza casa esiste. Magari sarà stato l’effetto dell’ultimo referendum, o forse i sondaggi che danno la maggioranza in forte flessione, fatto sta che si sono svegliati, almeno a parole. Ma dietro gli annunci da 10 miliardi si nasconde una realtà fatta di tagli e svendite che i territori non possono accettare”. Esordiscono così Claudia Corsini e Giuliano Zamagni, responsabili casa e servizi sociali del Partito democratico della Provincia di Rimini analizzando le recenti mosse del Governo Meloni.
La situazione nel territorio riminese ha raggiunto livelli di guardia: gli affitti sono ormai insostenibili anche per le famiglie con redditi medio-alti, ma che non riescono comunque a trovare un alloggio dignitoso sul mercato privato. “I dati del 2025 parlano chiaro: 236 sfratti eseguiti nella nostra provincia, quasi tutti per morosità incolpevole. Parliamo di persone che hanno perso il lavoro, non di furbetti” aggiungono Corsini e Zamagni, evidenziando come a fronte di questo dramma sociale lo stanziamento nazionale di 22 milioni per la morosità sia “un’elemosina offensiva”.
Il punto più critico del provvedimento governativo resta l’Articolo 5, che apre alla vendita del patrimonio Erp (Edilizia Residenziale Pubblica). “Mentre Acer fa sforzi straordinari per ripristinare gli alloggi sfitti e assegnarli alle oltre 2.500 famiglie in lista d’attesa, il Governo risponde invitando a vendere le case popolari per fare cassa. Noi ristrutturiamo per dare un tetto, loro vogliono vendere per abbandonare chi è in difficoltà” sottolineano con forza.
In questo scenario emerge chiaramente il tentativo di centralismo romano che punta a scavalcare le competenze locali. Il decreto tenta infatti di commissariare i territori per superare la Legge Urbanistica Regionale dell'Emilia-Romagna (24/2017), una norma che punta su “consumo di suolo zero” e riuso. “Il Governo apre la strada a deroghe selvagge e speculazioni private sotto la maschera dell’edilizia integrata. Non permetteremo che la pianificazione di Rimini venga decisa in un ufficio ministeriale a Roma per favorire i grandi gruppi immobiliari” proseguono i due esponenti della segreteria Dem.
La differenza di visione politica appare netta nel confronto con le risorse locali. Mentre la Regione Emilia-Romagna ha messo in campo 300 milioni di euro per aiutare Comuni e Acer a recuperare il patrimonio esistente, il fondo nazionale affitti e quello per la morosità incolpevole rimangono a secco.
“Il diritto alla casa non ha colore politico, ma ha bisogno di risposte concrete e fondi reali, non di post sui social o decreti vuoti” chiosano Corsini e Zamagni ribadendo come la collaborazione tra enti sia possibile solo se basata sul rispetto dei territori e sulla dignità delle persone:“Accogliamo il fatto che il tema sia finalmente nell'agenda del Governo, ma ora servono i fatti. La gente abita nelle case, non nei decreti. Difenderemo ogni singolo alloggio pubblico di Rimini da questa svendita mascherata”.

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