Politica 13:03 | 16/04/2026 - Rimini

Giani (Lega): "Regime iraniano sempre inquietante. Da Sadegholvaad lettura banale, controlli meglio il territorio"

“Il messaggio dell’ambasciata iraniana, in rapporto alle critiche di Donald Trump al governo italiano, non deve essere preso alla leggera. In realtà, ciò che emerge tra le righe è preoccupante perché parte da un’ambasciata che rappresenta una tirannia sanguinaria che non esita a uccidere decine di migliaia di cittadini che protestano, a torturare dissidenti, a impiccare donne e uomini rei di ‘delitti’ come l’omosessualità o il rifiuto a indossare il niqab nero. L’ambasciata ti dice: perché mai dovremmo colpire l’Italia che tanto amiamo, con la citazione di alcune località compresa Rimini. La lettura deve essere fatta al contrario. Il messaggio realisticamente significa: attenzione italiani perché non vi conviene stare dalla parte di chi vuole impedire al regime degli ayatollah di avere la bomba atomica per ricattare Europa e Medio Oriente e di allargare la sua sfera di influenza attraverso il terrorismo, l’islamizzazione degli stati occidentali e la connivenza di forze politiche simpatizzanti. Non stiamo parlando di un paese democratico ma di una teocrazia intollerante che sta minacciando il mondo libero da 47 anni e che ha fra i suoi obiettivi prioritari la distruzione di Israele in quanto democrazia occidentale all’interno di un’area su cui l’Iran vuole detenere il potere. Non a caso i paesi arabi sunniti stanno dalla parte di Israele. E non a caso l’obiettivo di privare l’Iran dell’arma nucleare dovrebbe essere prioritario per tutti i Paesi europei e del medio oriente. Come dovrebbe essere prioritario evitare che l’Italia cada nella trappola ricattatoria dell’asse delle dittature più liberticide, Cina, Russia, Iran e alleati”. 

Così in una nota Gilberto Giani (nella foto), segretario della Lega Rimini. 

“Di qui lo scivolone del sindaco Jamil Sadegholvaad che se la prende solo con Trump, pur conoscendo bene, immagino, il regime iraniano. Sembra che tutti si siano scordati che fino a ieri eravamo in piazza (per la verità, tranne Sadhegolvaad e gran parte della sinistra) a manifestare insieme ai ragazzi iraniani contro la crudele repressione del regime dei pasdaran auspicando la sua cacciata. Non voglio certo fare allarmismo, ma sarebbe ora che ci svegliassimo per capire con chi abbiamo a che fare e quale sia l’attendibilità dei vari attori. Prima di attaccare il presidente Usa, certamente sincero democratico, consiglieremmo al sindaco di prestare la massima attenzione al nostro territorio intensificando i controlli soprattutto su certe attività e su certi insediamenti. Qui non si tratta di sostenere diverse posizioni politiche, ma essere consapevoli con lungimiranza che siamo comunque un paese a rischio anche per la presenza non solo occulta di centri di radicalizzazione ovviamente ostili alla nostra civiltà e al nostro modello di società”.

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