Opinioni 14:54 | 14/04/2026 - Rimini

Concluso il ciclo di laboratori Il Sabato del Borgo, il commento degli organizzatori

"Lo spettacolo Il sabato del borgo è l’evento conclusivo di una serie di laboratori che abbiamo tenuto insieme ai bambini di Borgo Marina da ottobre ad aprile.

Perdonateci se via abbiamo creato un po' di confusione chiamando il sabato del borgo un progetto che però si svolge domenica… è stato un esperimento anche questo… volevamo capire quanto foste attenti.

Dicevo, i laboratori de Il sabato del borgo sono nati da una costola di un gruppo di lavoro costituito informalmente ormai 3 anni fa, totalmente dal basso, quando nel centro di accoglienza gestito dalla cooperativa cento fiori di cui io faccio parte, abbiamo deciso di accogliere i pensieri e i turbamenti dei residenti circa l’apertura di un centro di accoglienza in un quartiere già ricco di culture e complessità.

Un centro di accoglienza per richiedenti asilo che si configura come luogo di ascolto reciproco, capace di accogliere non solo le persone in arrivo, ma anche i pensieri, le paure e i bisogni della comunità ospitante. Volevamo trasformare il conflitto in confronto e il confronto in fiducia.

Abbiamo deciso quindi di sederci tutti intorno ad un tavolo e discutere dei problemi del quartiere.

Facendo un po' di ordine tra pensieri e discorsi è venuto fuori che molti dei problemi del quartiere sono problemi di tutti gli abitanti del quartiere, ed è così che abbiamo deciso di provare a lavorare insieme Abbiamo iniziato a condividere insieme un obiettivo nato da un desiderio semplice, ma tutt’altro che scontato: creare contatti, generare comunità, costruire quella ricchezza che non si misura in numeri ma nelle relazioni, nella fiducia, nella possibilità di riconoscersi. Trasformare la complessità in ricchezza.

E c’è un aspetto importante che voglio personalmente sottolineare: tutto questo è stato possibile anche grazie al luogo in cui è accaduto. Borgo Marina, e le persone che hanno partecipato ai tavoli di lavoro, si è rivelato un terreno particolarmente sensibile e attento, capace di accogliere questo progetto con apertura, curiosità e partecipazione. Non è qualcosa da dare per scontato: significa che qui esiste già una disponibilità all’incontro, una qualità che ha reso questo percorso vivo e significativo.

In questo specifico progetto, abbiamo deciso di provare a generare comunità facendoci ispirare e insegnare dai bambini.

Non perché abbiano qualcosa da insegnarci in senso tradizionale, ma perché sanno stare insieme in un modo che noi adulti spesso dimentichiamo.

I bambini si incontrano senza troppe barriere, comunicano anche senza parole, trasformano ogni spazio in un’occasione di gioco, di scoperta, di relazione.

E così abbiamo provato a imparare da loro.

Quello che avete visto e che vedrete oggi è il risultato di questo tentativo: un percorso che ha attraversato linguaggi diversi. Non solo parole, ma anche danza, emozioni, contatto, ascolto. Linguaggi che parlano al corpo prima ancora che alla mente, e che ci ricordano che stare insieme è un’esperienza viva, concreta, condivisa. L’obiettivo è sempre lo stesso: trasformare la complessità in ricchezza attraverso l’incontro.

In questo senso, quello di oggi è un momento di incontro. Non c’è una separazione netta tra chi guarda e chi agisce, perché ciascuno di noi, in modi diversi, è parte di ciò che sta accadendo.

Quando abbiamo ragionato su come imbastire questo spettacolo c siamo chiesti se trasformarlo in uno spettacolo teatrale o in una festa. Ed abbiamo optato per la festa. La festa perché volevamo favorire una partecipazione attiva di tutti voi. Magari, sicuramente, qualcuno si chiederà che tipo di spettacolo ha visto o sta vedendo..beh sicuramente non vedrete nulla di convenzionale, ma quello che a noi importava era che tutti vedessimo tra di noi essendo parte delle spettacolo insieme ai bambini, Favorendo un momento di socialità autentica.

Ed è proprio questo che speriamo rimanga, anche dopo oggi: non solo il ricordo di un evento, ma la traccia di relazioni nate, di connessioni possibili, di una comunità che continua a costruirsi.

Grazie a tutte le persone che hanno partecipato, a chi ha contribuito con il proprio tempo, la propria energia, la propria presenza. E grazie a voi, per essere qui".

Giuseppe Frustaci

Educatore Cooperativa Sociale Cento Fiori, responsabile Centro d’Accoglienza Straordinario di Rimini - Corso Giovanni XXIII

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