“L’avvio della Cabina di regia regionale sugli aeroporti è un passaggio positivo e necessario – dice il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Giammaria Zanzini all’indomani della prima riunione dedicata al sistema aeroportuale dell’Emilia Romagna -. Adesso bisogna darle sostanza: occorre fare sistema e lasciarsi alle spalle protagonismi e contrapposizioni tra territori e singoli scali. È proprio questa – sottolinea Zanzini – la strada da seguire. Una strategia unica per quattro aeroporti diversi, ciascuno con dimensioni, mercati e funzioni differenti. La diversità non è un problema da risolvere: se si costruiscono complementarietà vere, può diventare una risorsa. Non serve certo una guerra tra aeroporti, né stabilire chi debba crescere a discapito di qualcun altro”.
I numeri del 2025 fotografano un sistema fortemente concentrato su Bologna, che ha movimentato 11.138.013 passeggeri, mentre Rimini ne ha registrati 416.594, Parma 144.560 e Forlì 118.073. Il Fellini ha però segnato una crescita del 29,6% rispetto al 2024, contro il +3,4% di Bologna e il +8,1% di Parma, mentre Forlì ha registrato un calo dell’11,3%. (Fonti: Regione Emilia Romagna, Cabina di regia Aeroporti (1/10/2026); Assaeroporti, statistiche 2025)
“La centralità di Bologna è un dato oggettivo e nessuno la mette in discussione – prosegue il presidente -, ma proprio perché Bologna è il grande hub dell’Emilia Romagna, dobbiamo evitare che il sistema diventi monocentrico. La crescita dell’aeroporto principale non deve tradursi automaticamente nella marginalizzazione degli altri scali e dei territori che rappresentano. Rimini, con quasi 417mila passeggeri e una crescita vicina al 30% in un solo anno, sta dimostrando di avere potenzialità che vanno accompagnate e valorizzate”.
Per Zanzini, il rapporto tra Bologna e la Riviera mostra inoltre quanto i territori siano già fortemente interdipendenti. “Parliamo di circa 3 milioni di passeggeri che atterrano a Bologna e poi vengono a Rimini e sulla Riviera. Questo dovrebbe essere sufficiente a farci capire che la questione non può essere affrontata con il metro della concorrenza tra campanili. Bologna è fondamentale per il nostro turismo e, allo stesso tempo, un aeroporto di Rimini più forte può essere una risorsa per l’intero sistema regionale. Bisogna ragionare sui flussi, non sui confini amministrativi”.
Anche il confronto sull’addizionale comunale sui diritti d’imbarco deve essere inserito in una visione più ampia. “È un tema concreto e legittimo, ma non può diventare il punto di partenza e di arrivo della discussione. La domanda principale deve essere un’altra: come vogliamo far funzionare e crescere il sistema aeroportuale dell’Emilia Romagna nei prossimi anni? Una volta definita la strategia, si potranno affrontare in modo coerente anche gli strumenti fiscali e le condizioni operative dei diversi aeroporti”.
Centrale, inoltre, il tema dell’accessibilità. “Un aeroporto non finisce ai cancelli del terminal. La sua competitività dipende dalla capacità di collegarlo rapidamente ed efficacemente alla ferrovia, al trasporto pubblico, alla rete stradale, alle destinazioni turistiche e al sistema produttivo. Per Rimini e per tutta la Riviera questo aspetto è decisivo. Politica aeroportuale, mobilità e politica turistica devono finalmente procedere insieme. Quella degli aeroporti – conclude Zanzini – non è una partita tra Bologna, Rimini, Forlì e Parma: è una partita per la competitività dell’intera regione. Se crescono gli aeroporti, crescono le imprese, cresce il lavoro e cresce l’intera comunità”.

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