Esplode in AUSL Romagna l’emergenza personale: da un lato blocco del turnover (fissato al 75% per il personale sanitario e al 50% per il personale amministrativo e tecnico), dal’altro lato
pesanti riduzione dei servizi e dei posti letto per il periodo estivo. L’AUSL Romagna ha inviato alle Organizzazioni Sindacali il Piano delle azioni finalizzate a garantire i livelli assistenziali nel periodo estivo, facendo seguito al Piano triennale del fabbisogno di personale.
Il “Piano Estate”, a fronte del necessario potenziamento dei servizi sanitari presenti nelle località turistiche (PS, 118, CAU, Radiologia), prevede significative riduzioni dei servizi e dei posti letto in tutto il territorio romagnolo da luglio a settembre: riduzione delle attività chirurgiche (-20% a Forlì, -28% a Cesena ad agosto, -23% a Lugo, -20% a Faenza, -18-30% a Ravenna, -10% a Rimini, -12,5% a Riccione) e taglio drastico dei posti letto. Tra i diversi interventi, A Forlì si prevede la riduzione dei posti letto in Rianimazione (-2), Degenza Otorinolaringoiatria (-10) e Chirurgia Generale (-10), a Cesena si taglieranno le attività di Terapia Intensiva (-5), Degenza breve chirurgica (-9), Centro Grandi Ustionati (-4) con riduzione anche a Cesenatico dei posti letto in Lungodegenza (-14). Riduzioni anche a Lugo (-15 posti letto di Lungodegenza e 6 Day Surgery) e Faenza (-12 piattaforma chirurgica e -2 rianimazione). A Ravenna la Lungodegenza chiuderà dal 15 giugno al 15 settembre con trasferimento di 14 posti letto su 16 all’interno dell’area chirurgica.
Anche il riminese è interessato: a Rimini si riduce l’Anestesia Rianimazione (-4) e si accorpa Pediatria e Chirurgia Pediatrica, mentre a Riccione chiuderà di notte la Degenza Oculistica e si ridurrà la Rianimazione (-2) e a Cattolica chiuderà Oculistica IVT e laDegenza chirurgica polispecialistica si ridurra a week surgery.
“Lo abbiamo denunciato lo scorso 24 aprile – commenta la Funzione Pubblica CGIL Romagna – e lo ribadiamo ancora: le politiche assunzionali dell’Azienda, come confermato dal blocco del turnover previsto dal Piano triennale, stanno già producendo conseguenze inaccettabili sulle condizioni di lavoro del personale. Abbiamo Ospedali, reparti e servizi in estrema sofferenza, con il personale che già sta facendo miracoli per garantire la qualità delle cure ai pazienti. Ora la nostra denuncia trova ulteriore conferma: l’unico modo che l’Azienda ha per garantire la continuità assistenziale in estate, il sacrosanto diritto al godimento delle ferie estive del personale e la gestione sanitaria dei flussi turistici è tagliare servizi e posti letto.”
Alla denuncia del Sindacato, il Direttore Generale dell’Azienda ha risposto a mezzo stampa negando il blocco del turnover e assicurando una corretta programmazione dei servizi estivi. “
La verità però è ben diversa – risponde la CGIL – ed è scritta nero su bianco nei documenti aziendali: il blocco del turnover è una realtà che non può essere nascosta: l’AUSL Romagna staprogrammando la riduzione del personale sanitario, socio sanitario, tecnico e amministrativo. Ogni 10 infermieri che lasceranno l’azienda, ne verranno assunti solamente 7. Ogni 10 amministrativi, soltanto 5. Una decisione assolutamente inaccettabile”.
Nel “Piano Estate” si prevede l’attivazione di contratti a tempo determinato: 137 infermieri, 14 ostetriche, 3 autisti, 7 tecnici di laboratorio, 7 fisioterapisti, 5 tecnici di radiologia.
“Ci sono 3 problemi evidenti: primo, si affronta la carenza strutturale di personale continuando a rincorrere attraverso contratti precari. Secondo, si programma l’assunzione di tempi determinati in netto ritardo rispetto alle esigenze estive. Terzo, si sceglie di ignorare completamente profili professionali – come gli Opersatori Socio Sanitari – fondamentali per la tenuta del sistema.”
Martedì 19 è previsto il tavolo sindacale nel quale l’Azienda dovrà illustrare il Piano “estate” e dare risposte sul blocco del turnover previsto dal Piano triennale di fabbisogno del personale.
“Come FP CGIL, attraverso le nostre RSU, saremo al tavolo e porteremo una posizione chiara: l’Azienda deve ritirare il blocco del turnover. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità continuano a garantire con grande professionalità la tenuta dei servizi, ma non si può pensare di reggere all’infinito attraverso straordinari, prestazioni aggiuntive e continui spostamenti di personale. Il problema della carenza di organici è ormai strutturale e non si risolve con assunzioni precarie o stagionali. Servono assunzioni stabili, valorizzazione professionale e condizioni di lavoro dignitose. Se l’Azienda andrà avanti in questa direzione sbagliata siamo pronti ad ogni valutazione.

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