Sport 10:39 | 08/11/2026 - Dall'Italia

Maratona di Ravenna, oltre 100 partecipanti con Cisl Fp Romagna

 

Con lo slogan «OGNI PASSO UN IMPEGNO – Corriamo insieme per chi non si ferma mai», la CISL FP Romagna ha rinnovato per il terzo anno consecutivo la propria presenza alla manifestazione, trasformando la partecipazione sportiva in un'occasione di sensibilizzazione e di denuncia contro le aggressioni fisiche e verbali nei confronti di chi lavora quotidianamente nei servizi pubblici.

Una presenza significativa, che ha coinvolto lavoratrici e lavoratori di tante professioni: infermieri, medici, psicologi, operatori socio-sanitari, dipendenti comunali, provinciali, ministeriali e dell'INPS. Donne e uomini che, ogni giorno, garantiscono assistenza, cura, sicurezza, servizi e risposte ai bisogni delle persone e delle comunità.

Ma il dato più importante non è soltanto quello numerico. È la partecipazione di iscritte e iscritti, delegate e delegati, insieme alle loro famiglie, provenienti da tutto il territorio romagnolo. Una comunità che ha scelto di esserci, condividendo un messaggio semplice e fondamentale: chi garantisce i servizi pubblici merita sempre rispetto, mai violenza.

La presenza alla Maratona di Ravenna rappresenta una nuova tappa di un percorso di sensibilizzazione che la CISL FP Romagna porta avanti dal 2024. Una campagna permanente, che non si limita a denunciare gli episodi di violenza quando accadono, ma vuole mantenere alta l'attenzione pubblica, promuovere una cultura del rispetto e richiamare le istituzioni e la società alla responsabilità collettiva.

Negli ultimi anni, l'impegno sindacale ha contribuito anche a rafforzare le tutele contrattuali per le lavoratrici e i lavoratori vittime di aggressioni. Risultati importanti, ma non sufficienti se non accompagnati da interventi di prevenzione, organizzazione del lavoro, sicurezza e da un cambiamento culturale che restituisca dignità e valore a tutte le professioni dei servizi pubblici.

«La nostra presenza alla Maratona di Ravenna, per il terzo anno consecutivo, non è un appuntamento rituale e non vuole essere soltanto una bella iniziativa sportiva - dichiara Mario Giovanni Cozza, Segretario Generale CISL FP Romagna -. È una scelta precisa, che dà continuità a una campagna di sensibilizzazione che abbiamo avviato nel 2024 e che intendiamo portare avanti ogni giorno, dentro e fuori dai luoghi di lavoro. Le aggressioni a chi lavora nei servizi pubblici non possono essere considerate un rischio inevitabile del mestiere, né tantomeno essere normalizzate. Non possiamo accettare che chi si prende cura delle persone, garantisce assistenza, tutela diritti ed eroga servizi debba svolgere il proprio lavoro nella paura o nell'insicurezza. Dietro ogni professionista c'è una persona che merita rispetto, tutela e sicurezza e mai violenza. Vedere oltre cento persone partecipare, insieme alle proprie famiglie, da tutte le città della Romagna, con la presenza di tante professionalità diverse, è un segnale importante. Significa che il messaggio sta diventando patrimonio di una comunità sempre più ampia. Con questa iniziativa vogliamo ribadire che non basta indignarsi dopo un'aggressione: servono prevenzione, interventi concreti, ambienti di lavoro sicuri e soprattutto una cultura del rispetto»

«Questa è una responsabilità che dobbiamo assumerci tutti - commenta Francesco Marinelli, Segretario Generale CISL Romagna -. Il rispetto di chi lavora nei servizi pubblici è un indicatore della qualità civile e sociale di una comunità. Le aggressioni non colpiscono soltanto le singole persone, ma incrinano il rapporto di fiducia tra cittadini, lavoratori e istituzioni. Difendere chi ogni giorno garantisce servizi a cittadini e imprese significa difendere un patrimonio collettivo e la coesione sociale. È particolarmente significativo vedere delegate e delegati partecipare insieme, mettendo a disposizione il proprio tempo e la propria presenza: è la dimostrazione concreta di quanto il sindacato sappia essere comunità, capace di unire le persone attorno a valori condivisi e di tradurli in una responsabilità collettiva che coinvolge istituzioni, parti sociali e società civile».

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