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Cronaca 16:34 | 30/01/2021 - Santarcangelo

A Santarcangelo un programma di politiche giovanili post pandemia

Una nuova politica per i giovani fatta da ragazze e ragazzi del territorio, attraverso un percorso di co-progettazione del nuovo centro giovani diffuso, un laboratorio per lo sviluppo delle competenze digitali con modalità service learning, un processo di coinvolgimento attivo e un’analisi storica dei ragazzi del territorio: sono queste le principali linee di intervento del nuovo progetto di politiche giovanili elaborato dall’Amministrazione comunale di Santarcangelo.
“T.ANTI CORPI: assembramenti culturali e laboratori di comunità” è il nome del progetto che la Giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi e candidato per i contributi del bando “Fermenti in Comune” emesso da ANCI (Associazione nazionale comuni italiani) e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
A fronte di un sentimento di apatia e disaffezione verso la propria comunità, aggravato anche dalla situazione generata dalla pandemia, l’obiettivo principale del progetto è quello di riavvicinare la popolazione giovanile al territorio e alla comunità attraverso un processo partecipato di co-costruzione del nuovo sistema di politiche giovanili: a partire dai luoghi, in primis la ex scuola del Bornaccino e l’eredità di Federico Moroni, fino alle attività di partecipazione, comunicazione e formazione.
Accanto agli strumenti più “istituzionali”, quindi, il progetto vuole creare proposte interessanti e motivanti, in grado di attingere a specifiche culture giovanili in campo artistico, teatrale, musicale e delle competenze digitali per promuovere percorsi di protagonismo, impegno civico, educazione alla cittadinanza e, allo stesso tempo, per costruire luoghi polifunzionali dinamici che permettano la riduzione del disagio sociale e il miglioramento delle competenze personali e professionali dei giovani.
Sono quattro le linee d’azioni principali, distinte ma fortemente correlate tra loro: la prima, “Centro di aggregazione giovanile diffuso: come lo immaginiamo?”, prevede il coinvolgimento dei giovani nella costruzione dei nuovi spazi presso la ex scuola del Bornaccino attraverso laboratori di comunità, di partecipazione e di cittadinanza attiva. “Siamo nativi digitali” è invece il nome della seconda linea di azione che, attraverso un FabLab e il service learning digitale, che coniuga l’apprendimento con un servizio reso alla propria comunità, permette ai ragazzi di affinare le proprie competenze digitali con un sistema di apprendimento che si ispira alla straordinaria esperienza didattica del maestro Federico Moroni. La terza area di intervento nasce proprio con l’obiettivo di diffondere e far conoscere le altre attività del progetto: con “Comunicazione e diffusione per un coinvolgimento attivo!” i ragazzi da un lato si rivolgeranno ai loro coetanei così da poter ampliare la platea dei partecipanti alle attività, dall’altro racconteranno alla città il mondo e il punto di vista dei giovani del territorio. Un mondo che sarà esplorato ancor più approfonditamente nel corso della quarta linea d’intervento che prevede l’osservazione e l’analisi della storia dei giovani del territorio e delle politiche messe in campo negli ultimi 20 anni con l’obiettivo di dare una base e un impulso alle progettazioni future.
Propedeutica all’avvio del processo, è prevista una fase zero di coordinamento, preparazione e verifica. A gestire il progetto coordinato dallo staff di Politiche educative del Comune di Santarcangelo, il dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’università degli studi di Bologna, le cooperative sociali Il Millepiedi e Cento Fiori e, per la gestione organizzativa e il coordinamento tecnico, la Fondazione Culture Santarcangelo.
“L'obbiettivo principale di questo progetto – afferma l’assessore alle Politiche Giovanili Danilo Rinaldi – è innanzi tutto quello di instaurare un confronto e una relazione con la popolazione giovanile. Il punto di partenza è l’ascolto delle loro reali esigenze, prospettive e visioni nella costruzione degli spazi e dei luoghi a loro dedicati. Da qui, possiamo gettare le basi per un percorso di politiche giovanili che da un lato mira al fornire ai ragazzi abilità e competenze utili anche nel mondo del lavoro e dall’altro a rafforzare il loro legame con la comunità che è andato via via deteriorandosi”.
“Se la popolazione anziana è tra le principali vittime dell'emergenza sanitaria – prosegue l’assessore Rinaldi – i giovani di converso sono la fascia che più sta subendo gli effetti negativi legati alle disposizioni per il contrasto al Covid19, dalle limitazioni per la scuola in presenza alla rinuncia di tante occasioni di socialità. Per questa ragione è importante che l’Amministrazione comunale apra spazi fisici e metta in campo attività che diano la possibilità ai giovani di esprimersi e sentirsi parte integrante ed importante della comunità”.
“A partire da queste convinzioni, abbiamo dato avvio a un progetto ambizioso e quanto mai necessario – conclude l’assessore Rinaldi – chiedendo un finanziamento del 70% del costo complessivo del progetto di 100.000 euro attraverso il bando di ANCI ‘Fermenti in Comune’, e valutando fin da subito la possibilità di realizzare comunque le iniziative anche qualora non ottenessimo il finanziamento”.