"Ad oltre 30 anni dall'arresto dei Savi non conosciamo tutta la verità sulla Banda della Uno Bianca, sul perché uomini delle istituzioni si resero responsabili di 24 omicidi e 102 feriti con ferocia cieca e spietata e di depistaggi".
Lo scrivono in una nota i familiari dei Carabinieri uccisi al quartiere Pilastro di Bologna nel giorno del 35/mo anniversario della strage.
"Il gruppo criminale, composto per la quasi totalità da poliziotti, che ha giovato di coperture e depistaggi, come quello compiuto dal brigadiere dei carabinieri Macauda, agiva con una ferocia omicida irragionevole, uccideva senza un apparente motivo seminando terrore in una precisa area del nostro Paese", sottolineano i familiari che denunciano ancora i "tanti" lati "oscuri da chiarire". "Noi ci teniamo a ribadirli con forza affinché gli organi inquirenti prestino la giusta attenzione". I familiari citano ad esempio i motivi per i quali i carabinieri si spostarono alle 21.30 dalle ex scuole Romagnoli per portarsi in via Casini, "sebbene fossero obbligati da una dettagliata ordinanza del Questore di Bologna che prescriveva in modo, inequivocabile, una 'vigilanza fissa'. Si cercò di riscontrare il motivo che spinse la pattuglia ad abbandonare quell'obiettivo sensibile attraverso il foglio di servizio della pattuglia, ma quel documento sparì". "Solo un diverso ordine di servizio poteva giustificare la presenza della pattuglia in via Casini, un punto fondamentale per identificare il vero movente di quel terribile eccidio. Un agguato premeditato in ogni dettaglio, certamente non indirizzato a impadronirsi delle armi dei giovani carabinieri come stabilì la sentenza del '97, armi che peraltro non furono sottratte. Anche la dinamica dell'agguato indicata nella sentenza '97 non sta in piedi, cosi come attestato da numerose testimonianze e dalle perizie balistiche". È ancora "sconosciuto", scrivono, il "quarto uomo" che "garantì la fuga dei Savi dal quartiere Pilastro. Sconosciuto è rimasto anche un altro uomo, dall'aspetto distinto e somigliante a uno dei killer dell'armeria Volturno a bordo di una Alfa 75, visto viaggiare a fari spenti insieme all'Alfa 33 che prelevò i Savi. Complici ad oggi sconosciuti furono visti anche in altre azioni criminali della banda".

Max 2° 




















