“È una vera emozione e orgoglio poter intitolare questo parco alla prima consigliera comunale donna del Dopoguerra, Bruna Giommi. Sono la prima sindaca donna di Cattolica, dal 1946, da quello storico anno in cui venne riconosciuto anche alle donne il diritto di voto. È stato un percorso lungo. Bruna Giommi ha saputo realizzarsi in un’epoca veramente drammatica e difficile soprattutto per il genere femminile. È diventata maestra, ha dato il suo contributo alla scuola e a tante generazioni di giovani e si è impegnata attivamente in politica fino a prendere posto in consiglio comunale. La Storia è fatta di tanti piccoli passi. Ognuno di noi deve fare il proprio, come ha fatto anche Bruna Giommi. E se lo facciamo lasciamo una testimonianza importante. Vedere i figli, i nipoti e pronipoti qui, leggere la felicità nei loro occhi è bellissimo. Cattolica oggi ha finalmente un parco dedicato a Bruna Giommi, un luogo che la ricorderà per sempre. Grazie al Vice sindaco Vaccarini, all’ufficio scolastico e toponomastica per la realizzazione di questo progetto”. Così la Sindaca Franca Foronchi alla cerimonia di intitolazione di ieri pomeriggio del parco di via Quarto dove svetta la targa con il nome della maestra e politica cattolichina, con tanto di Qr code che rimanda alla pagina con la sua biografia sul sito del Comune. Una cerimonia molto sentita a cui erano presenti i due dei quattro figli della Giommi, Clelia e Claudio Casadei, insieme ai tanti nipoti e pronipoti, l’Anpi di Cattolica e San Giovanni in Marignano con il presidente Maurizio Castelvetro e Giovanna Ubalducci, le forze dell’ordine tra cui il comandante della Capitaneria di Porto Armando Passaretti, la polizia locale, Roberta Tommasetti, consigliera comunale di San Giovanni in Marignano, ma residente a Cattolica. “Valorizzare attraverso la toponomastica le figure femminili più importanti della città è un progetto con cui siamo partiti dall’inizio del nostro mandato – spiega il Vice sindaco Vaccarini – Di solito si intitolano strade o piazze, ma noi abbiamo scelto i parchi, le aree verdi di Cattolica. Dopo quello a Luisa Prioli, la staffetta partigiana, inaugurato il 25 aprile, ora abbiamo intitolato questo spazio a Bruna Giommi. Mi preme sottolineare che un altro parco lo abbiamo dedicato ad Alberto Manzi, che non è un cattolichino, ma che ha avuto il grande merito di diffondere l’alfabetizzazione di massa in Italia tramite il suo programma televisivo. Abbiamo voluto dare dignità a questi luoghi con figure di grande caratura culturale. E Bruna Giommi è una di queste figure. Glielo abbiamo dedicato proprio nel giorno in cui venne eletta, 80 anni fa, il 6 ottobre. Non l’abbiamo scelto a caso, ma anche per dare un riconoscimento ancora più forte a chi in quel difficile periodo storico, soprattutto per le donne, ha saputo scrivere la storia. Bruna Giommi lo ha fatto anche come insegnante, consapevole, come tutti i maestri, che con il proprio impegno per la comunità scolastica, si semina certi che prima o poi quei fiori germoglieranno. Chi riesce a portare questo sguardo nella comunità, sa vedere lontano. Grazie a Bruna Giommi e a tutte le donne che come lei hanno fatto la storia democratica della nostra città”.
Commovente l’intervento della figlia Clelia che ricordato la grande positività della madre anche davanti alle difficoltà: “Aveva una forza d’animo esemplare, un’ironia che usava come un balsamo per sdrammatizzare. Con lei il clima era sempre gioioso, a casa si cantava, suonava, e lei riusciva a risollevare gli animi con la sua capacità unica di accogliere. Ma soprattutto metteva davanti sempre il bene comune. Un insegnamento prezioso di cui siamo eternamente grati a nostra madre e che ci rende consapevoli di avere una responsabilità verso gli altri e la comunità, proprio perché lo abbiamo ricevuto. Grazie all’Amministrazione comunale e a tutta la città per questo importante riconoscimento”.
A ricordarla, anche Giovanna Ubalducci dell’Anpi, amica di famiglia e di Clelia, che ha sottolineato come “a casa di Bruna si respirava un clima di grande apertura, coinvolgimento e democrazia. Era un luogo dove potevano entrare tutti e dove sono passati anche uomini come Oscar e Franco Micucci. Bruna ha avuto una forza tale da trasformare la realtà difficile come il Dopoguerra in positivo. È a casa sua che ho capito cosa volesse dire entrare in una casa di persone felici”. E da ieri, il parco di via Quarto sarà per sempre il luogo della memoria di Bruna Giommi, il simbolo di una donna forte, coraggiosa, sempre positiva e aperta alla vita.

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