Cronaca 16:55 | 11/06/2026 - Romagna

Cna all'attacco su ordinanza sui cantieri a Riccione: servono equilibrio e confronto con le imprese

Ordinanza sui cantieri a Riccione: servono equilibrio e confronto con le imprese

Le Associazioni firmatarie esprimono forte preoccupazione per l'ordinanza emanata dal Comune di Riccione che introduce nuove limitazioni alle attività dei cantieri nella zona turistica durante la stagione estiva.

La tutela della quiete pubblica, del riposo dei residenti e degli ospiti e della qualità dell'accoglienza rappresenta un obiettivo condiviso da tutti. Allo stesso modo, è doveroso intervenire nei confronti di chi non rispetta le norme, opera al di fuori degli orari consentiti o produce inquinamento acustico non conforme alle disposizioni vigenti.

Proprio per questo riteniamo necessario distinguere con chiarezza tra le responsabilità dei singoli e l'attività della grande maggioranza delle imprese che lavorano correttamente e nel pieno rispetto delle regole.

L'ordinanza introduce infatti limitazioni particolarmente rilevanti alle attività edilizie e manutentive nella fascia turistica della città, prevedendo il divieto dei lavori rumorosi in prossimità delle strutture ricettive e consentendo le attività non rumorose esclusivamente dal lunedì al giovedì in fasce orarie limitate, con il blocco totale delle lavorazioni in un giorno feriale come il venerdì

Si tratta di misure che incidono in modo significativo sull'organizzazione del lavoro delle imprese, delle aziende impiantistiche, delle manutenzioni e dell'intera filiera delle costruzioni, con inevitabili ripercussioni sui tempi di esecuzione degli interventi e sui relativi costi.

Le conseguenze non riguardano soltanto le imprese, ma anche i lavoratori. La sospensione delle attività dal venerdì alla domenica pone infatti un problema concreto di organizzazione del lavoro. Ci chiediamo quale debba essere, in questo contesto, la gestione della giornata del venerdì per centinaia di addetti del settore: una giornata di ferie forzata, una giornata improduttiva o una giornata da recuperare con ulteriori difficoltà organizzative per aziende e lavoratori. È un aspetto che merita attenzione e che avrebbe richiesto una valutazione preventiva più approfondita degli effetti economici e occupazionali del provvedimento.

Riteniamo inoltre che l'introduzione di restrizioni generalizzate rischi di penalizzare anche quelle imprese che hanno sempre operato nel rispetto delle prescrizioni in materia di orari, sicurezza e contenimento delle emissioni sonore. Chi sbaglia deve essere sanzionato, ma non si può scaricare indistintamente sull'intero comparto il comportamento scorretto di alcuni ma non di tutti.

Rileviamo inoltre come un provvedimento di tale portata sia stato adottato senza un preventivo coinvolgimento delle associazioni di categoria e delle rappresentanze delle imprese interessate. Un confronto preliminare avrebbe consentito di valutare gli effetti concreti delle misure introdotte e di individuare soluzioni più equilibrate, capaci di conciliare le esigenze di tutela del riposo con quelle delle attività economiche e del lavoro.

Le imprese condividono l'obiettivo di contrastare comportamenti irregolari e violazioni delle norme. Proprio per questo sarebbe stato opportuno costruire il provvedimento attraverso un percorso di ascolto e confronto con chi quotidianamente opera sul territorio.

La qualità dell'accoglienza turistica, la tutela del riposo e il diritto al lavoro non sono interessi contrapposti. Una città moderna e competitiva deve essere in grado di garantire entrambi attraverso decisioni proporzionate, condivise e sostenibili.

 

Cronaca