Cronaca 16:34 | 20/02/2026 - Verucchio

Domenica 22, ore 16.00 nella Pinacoteca comunale sarà inaugurata la mostra di Sabrina Foschini "Diario d'Acqua"

Domenica 22 febbraio alle ore 16.00 nella Pinacoteca comunale di Verucchio sarà inaugurata la mostra di Sabrina Foschini "DIARIO D'ACQUA - Album e taccuini dipinti" con la presentazione a cura di Alessandro Giovanardi. La mostra sarà visitabile fino a domenica 31 maggio.

Scrive Giovanardi: "Negli acquerelli di Sabrina Foschini vi è la percezione sensoriale delle stagioni: bagliori che esplodono sotto le palpebre serrate su uno sguardo ferito dal sole estivo, interi cosmi riflessi in una goccia di pioggia o in una stalattite di ghiaccio, un sentore di fiori primaverili scivolati sul pelo d’acqua di una pozzanghera. Tutta una serie di profumi umidi, di realtà sottili e appena palpabili, di cromie che alludono a forme, ma forme non sono. Seguono poi le declinazioni dell’immaginario e del simbolico, in una sorta di ricamo che si assottiglia e si ammatassa su emblemi di affetto e devozioni. Vi è, infine, la fiaba, non più come racconto, ma in guisa di atmosfera, di filastrocca incantatoria in cui il minerale, il vegetale, l’umano, il celeste e così insieme la forma e l’informale trascolorano l’uno nell’altro senza soluzione di continuità: una favola, sì, ma ascoltata prima di addormentarsi dove figure, ricordi, odori fanno treccia e poi si sciolgono, infine, nel nero e nel bianco da cui erano nate".

"Qualche accostamento nobile, ma forse fin troppo di superficie, potrebbe essere tentato con l’astrattismo biologico di Vasillij Kandinskij e con le partiture surreali di Joan Mirò, ma è solo un gioco di rimandi indiretti e scintillanti. È piuttosto Cy Twombly a dominare all’origine il repertorio fantastico di Foschini, non tanto per accostamenti stilistici o citazioni oppure ancora omaggi e derivazioni ma per la densa fascinazione intellettuale delle scelte del maestro che voleva stringere in un solo gesto artistico disegno, pittura e scrittura e andava, a volte, verso la memoria proustiana di una vegetazione lussureggiante".

"È fin troppo nota l’identificazione originaria tra scrivere e disegnare che racchiude in sé il verbo greco graphéin, ed è altrettanto conosciuto il fatto per cui le prime forme di scrittura si formassero su “alfabeti” omposti di immagini concrete, riferite ad animali, gesti umani, ma anche a suoni. Qui dobbiamo piuttosto pensare all’aura che l’inchiostro genera quando segna sulla carta l’immagine-lettera, il suo tralignare il confine, il farsi macchia sempre più leggera e delicata nell’espandersi. Tale poesia dell’eccedenza che vuole comunicare non le cose, gli enti, le creature, le vite ma la scia luminosa, profumata, musicale che lasciano, è figlia di una spontaneità disciplinata nell’esercizio, simile a certe forme della calligrafia e della pittura estremo-orientale. Perché nell’eccesso non si può sbagliare, e un’aura non sopporta correzioni, passi indietro, ripensamenti. Un diario d’acqua è una serie di confessioni non ritrattabili".

Pinacoteca Comunale Verucchio, via Sant’Agostino 21

Informazioni 

Ufficio IAT 0541 673928 |

Pro Loco Verucchio 3490696831

 

 

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