Sport 11:00 | 02/02/2026 - Romagna

Il lanciatore di petardi di Cremona che ha ferito Audero ieri ha un nome e cognome. E' iscritto all'Inter Club di San Marino che precisa

Il petardo che ha colpito il portiere della Cremonese ieri pomeriggio durante la gara contro l'Inter, pare abbia un nome e cognome, quello della persona che lo ha lanciato. Si tratta di un soggetto che aveva seguito la cosidetta "squadra del cuore" sino in Lombardia, per poi lasciarsi andare ad un gesto che diventa "criminale" solo per come è stato pensato e dopo messo in atto.

Ma ripercorriamo la cronaca di quei concitati e tristi momenti. Minuto 48 della sfida tra Cremonese e Inter: un petardo lanciato dal settore ospiti, quello occupato dai tifosi nerazzurri, esplode a pochi centimetri dal portiere grigiorosso Emil Audero. Il calciatore ha un taglio alla gamba e inizialmente fatica a sentire dall’orecchio destro, poi riesce a riprendere a giocare. Unanime la condanna, in primis da parte della stessa Inter, che ora rischia almeno una multa e restrizioni per i propri tifosi. Intanto le forze dell’ordine si sono messe subito al lavoro per individuare l’autore del gesto. Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, il tifoso è stato rintracciato perché si trova ricoverato in ospedale: ha perso tre dita maneggiando il petardo. Post degenza verrà arrestato. (da https://www.adnkronos.com/sport/audero-petardo-tifoso-arrestato-cosa-rischia-inter_6hDp44HLpVhzgd3vfb5gFk)

Infatti questo personaggio poi identificato da altri sportivi che gli stavano attorno, è stato segnalato alle forze dell'ordine e agli addetti al servizio presenti nella immediatezza del fatto. Lo stesso risulta iscritto all'Inter Club di San Marino, che però ha scritto una nota via social sull'accaduto, dissociandosi da quanto accaduto a Cremona che recita:

«Come Inter Club San Marino ci assumiamo la responsabilità che un nostro socio fosse presente a Cremona, ma ci dissociamo totalmente dal suo gesto. Durante la trasferta il soggetto era autonomo e all’oscuro delle sue intenzioni. Abbiamo già richiesto la sua espulsione dal club e stiamo collaborando con la Digos per chiarire ogni responsabilità».

Per questo fatto e per altri scontri avvenuti in stazione sempre a Cremona dopo la partita, crediamo che la giustizia sportiva andrà giù con la mano pesante. In questi casi la tolleranza dovrebbe essere pari a zero. Ora per il lanciatore di petardi c'è la degenza in Ospedale, senza tre dita a una mano, dato che un secondo petardo con il quale stava armeggiando gli è esploso addosso. Ma all'uscita dal nosocomio lombardo, probabilmente, come già scritto sopra, questa persona andrà incontro ad un fermo da parte della Autorità Giudiziaria per il grave fatto commesso ieri.

 

Crediti foto Adn Kronos

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