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Cronaca 13:46 | 30/06/2020 - Rimini

La protesta e le richieste degli stagionali del Riminese

Presidio davanti alla Prefettura di Rimini, ieri 29 giugno, da parte di un gruppo di lavoratori stagionali del territorio di Rimini che aderiscono alla campagna “Mai più sfruttamento stagionale” ora, entrati con altre realtà ed associazioni in  "coordinamento nazionale degli stagionali in lotta" che conta adesioni da Nord a Sud della penisola. 

“In un Paese dove i diritti annegano - dicono in una nota - il salvagente è stato lanciato. Le possibilità di non naufragare ci sono e possono sono concrete, è possibile cambiare le sorti di questa navigazione. Possiamo continuare a galleggiare, provando a boccheggiare fino al prossimo bonus, fino alle prossime briciole (per chi le riceverà). Possiamo provare a sperare in un lavoro stagionale anche quest'anno, ben sapendo che ancora di più saremo spremuti, visto che la crisi picchia duro e quindi il sovraccarico di lavoro è ancora di più la regola e il sotto organico sarà ulteriormente più incisivo degli scorsi anni. Oppure possiamo salvarci, cambiare la rotta, navigare verso mari mai esplorati, acque amiche agitate dalle mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del turismo, un indotto che crea una ricchezza enorme in questo Paese ma restituisce miseria a chi ne è la colonna portante. Da perdere abbiamo sempre meno, da tenersi stretto ormai quasi nulla se non la speranza che dall'alto arrivi qualcosa. Sapendo bene, visto che siamo marinai ormai navigati da esistenze dure, che ciò non accadrà se non lo pretenderemo. Quindi non vogliamo più indugiare, abbiamo lanciato in acqua le scialuppe e ci apprestiamo a raccogliere la sfida. Perchè dalle scogliere della Marina di Massa, alla lunghissima lingua di terra che unisce il litorale romagnolo a quello marchigiano, fino ad arrivare alla vasta costa siciliana, quella calabra o del golfo di Napoli i paesaggi possono cambiare ma le condizioni delle nostre vite, le nostre necessità e la nostra determinazione sono la stessa cosa. E' così che che oggi nasce il Comitato nazionale stagionali in lotta, dal Sud al Nord di questo Paese, perché nessuno si salva da solo, ma solo organizzandosi unite e unite potremo vincere".

I punti di lancio della campagna sono i seguenti:
Riconoscimento di stagionalità per tutti: unico CCNL per gli stagionali dell'indotto turistico
600 euro per tutti e Naspi al 100% prolungata per un anno
Integrazione al reddito per tutti
No alla flessibilità
Diritto alla salute di chi lavora
Basta sotto-inquadramento
No a lavoro nero e ore fuori busta
Salario minimo 9 euro all'ora”