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Cronaca 15:19 | 12/09/2019 - Romagna

Oltre 3 quintali di pesce confiscati e dati in beneficenza

Primo giorno dopo il “fermo pesca” per i pescatori della Romagna. Forse qualcuno di loro ha dimenticato le norme europee restrittive in materia di confezionamento e distribuzione del “pescato” che prevedono la tracciabilità dei prodotti per una miglior garanzia della salute del cittadino e tutela della professionalità dei lavoratori del settore.

Succede a Cesenatico, dove una pattuglia della Polizia Stradale di Riccione, durante un normale servizio di vigilanza per la circolazione stradale, sottopone a controllo un autocarro dotato di cella frigorifera alla cui guida si trova A.J. di Rimini, dipendente di una ditta del settore ittico con a fianco, come trasportato l’amministratore unico della stessa. Apparentemente il controllo sembra di normale routine, o meglio fino a quando viene ispezionava la cella frigorifera dove vengono trovati oltre 300 chilogrammi di pesce fresco o sicuramente pescato da poco, confezionato in cassette di polistirolo e coperto di ghiaccio. Alla richiesta della documentazione di trasporto, provenienza, confezionamento e lavorazione, il conducente e l’amministratore non erano in grado di esibire alcun atto né di riferirne sull’eventuale esistenza. Da qui la necessità di approfondimento del controllo con l’immediato intervento del personale della Capitaneria di Porto di Cesenatico per la specifica competenza nel settore.

Accertata la violazione, il pesce veniva sequestrato e conservato in apposita cella frigorifera fissa di una ditta di Cesenatico, dove nella mattinata odierna il Sanitario preposto, analizzata la merce, ne ha certificato la salubrità, che però, siccome soggetto a confisca, non potrà essere restituito al trasportatore, ma ceduti in beneficenza ad associazioni di assistenza alle persone di Cesenatico, Rimini e Riccione.