Cronaca 13:10 | 26/08/2026 - Dall'Italia

Papa Leone a Rimini, l'esperto di sicurezza: "Città promossa in mondovisione, non era scontato"

Sabato scorso non era lì per lavorare, ma l'occhio clinico, forgiato da anni sul campo, non è riuscito a restare inattivo e l'osservazione "da curioso" si è trasformata presto in un'analisi tecnica. Massimo Affronte (nella foto), criminologo ed esperto di sicurezza, vestiva semplicemente i panni borghesi del fedele, senza pettorina e walkie-talkie, pronto ad assistere ad un evento di portata storica: il Santo Padre in visita a Rimini. Dopo quarantaquattro anni dall'ultima volta. 

Il giudizio di Affronte è netto: Rimini ha fatto una gran figura in mondovisione, perchè organizzare un evento di tale portata è molto meno facile di come potrebbe sembrare da fuori. "Tutto ha funzionato alla grande, a cominciare dalla collaborazione tra addetti alla sicurezza e volontari, polizia locale, guardia costiera e tutte le altre forze dell'ordine. Questo dialogo non sempre c'è", ha spiegato.

Uno dei momenti più delicati – secondo Affronte -  è stato il deflusso, quando gli steward hanno bloccato l'uscita del pubblico in spiaggia per consentire la partenza del pontefice, creando qualche malumore tra un pubblico – in piedi da ore – poco abitauato ai tempi e alla regole dei grandi eventi. "L'intervento della guardia costiera a supporto dei volontari è stato fondamentale. Ho visto una sinergia positiva e collaudata", racconta. Decisiva la suddivisione in settori numerati e colorati, con ampi spazi tra l'uno e l'altro: spazi rivelatisi preziosi quando una signora – in uscita dalla spiaggia - si è infortunata a un ginocchio, permettendo l'intervento rapido dei sanitari a bordo di uno quad, senza creare assembramenti pericolosi per un'eventuale ambulanza. "Il piano di sicurezza, punto nevralgico per gestire correttamente un grande evento, è stato maniacale: tutto ha funzonato correttamente e in un'area decicamente ampia, rappresentata praticamente dall'intera città". 

Il punto centrale, per Affronte, è che ospitare il Papa è come ospitare una rockstar mondiale, ma con un pubblico meno abituato a certi protocolli. "Ai varchi sono state sequestrate migliaia di borracce in metallo, sintomo che il pubblico di questi eventi non è un pubblico informato nè soprattutto "allenato": non ha l'abitudine a restare ore ammassato come ad un concerto o a una partita di calcio, e questo complica notevolmente la gestione della sicurezza". Ma la sinergia tra forze dell'ordine, addetti alla sicurezza e steward è stata eccellente. "Ho lavorato con migliaia di steward, la preparazione non è mai una cosa scontata quando parliamo di volontari: i ragazzi,  molti giovanissimi, si sono dimostrati scrupolosi e non è entrato nulla che non dovesse entrare all'interno del perimetro", spiega Affronte, che negli anni ha fatto proprio della formazione il proprio cavallo di battaglia. Il messaggio finale è chiaro: il pericolo in questi casi non è solo quello di un attacco terroristico, in un evento così tante cose potevano andare storte, e il risultato non era affatto scontato. "L'attenzione era massima su ogni fronte, e tutto si è svolto in totale sicurezza. E il fatto che il caldo non fosse asfissiante come nelle settimane precedenti ha certamente aiutato nela gestione", conclude Affronte.

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