Religione 16:28 | 26/08/2026 - Romagna

Dopo Papa Leone Xiv, Rimini rilancia il suo grazie

Tre storie dai 600 volontari che hanno preparato la visita di Leone XIV. Il messaggio del Vescovo Nicolò: “La visita del Papa si conclude, ma ciò che abbiamo vissuto continua”. Il 6 settembre la Messa di ringraziamento in Duomo, il 23 settembre il pellegrinaggio a Roma per incontrare nuovamente il Santo Padre.

C’è chi ha scritto a mano oltre cento pissidi, chi ha lavorato per settimane nell’organizzazione, chi ha incontrato persone nuove uscendo dai confini della propria parrocchia. Tre storie diverse, quelle di Attilia Sammarini, Francesca Gattei e Simona Lombardini, ma unite da una stessa parola: grazie.

Attilia Sammarini, 62 anni, infermiera, vive a Viserba, è sposata, ha tre figli e quattro nipoti. È una delle tante persone che hanno risposto alla chiamata a mettersi a disposizione della Diocesi. Per lei è stata un’esperienza “travolgente e trasformante, faticosa ma gioiosa perché condivisa con tanti fratelli e sorelle”. La fotografia che conserva della giornata è quella di Papa Leone seduto sulla sedia rossa, sullo sfondo azzurro: “Quell’azzurro mi ha ricordato il manto di Maria. Mi porto nel cuore il volto sereno del Papa, in totale ascolto”. E alla domanda se rifarebbe tutto, non ha dubbi: “Se questo è quello che mi chiede il Signore, risponderei sì con tutto il mio cuore”. Un sì che, racconta, ha avuto anche il volto concreto delle relazioni nate durante il cammino: “Grazie a questa esperienza ho conosciuto persone nuove, con altre sono riuscita a costruire rapporti più profondi”. Per Attilia è questa la vera ricchezza di quanto vissuto: “Si cammina insieme verso quel che tutti siano uno, l’unità che non è uniformità, ma comunione tra le diversità”.

Per Francesca Gattei, 54 anni, restauratrice di Corpolò e madre di quattro figli, il compito è stato molto concreto: scrivere con un pennarello per ceramica, una per una, le oltre cento pissidi utilizzate dai ministri straordinari della Comunione durante la Messa al Porto. “Ero tanto emozionata pensando che avrebbero contenuto il Corpo di Gesù e che sarebbero state utilizzate in un’occasione molto speciale”. La giornata, poi, le ha regalato un altro momento indimenticabile: nell’incontro con le persone fragili, Papa Leone si è fermato a salutare mamma Luigina e il fratello Matteo, persona con sindrome di Down. “Sono molto contenta. La fatica è stata ripagata, il famoso centuplo del Vangelo!”. Un ricordo che per Francesca lega il lavoro preparatorio all’emozione vissuta direttamente davanti al Papa: “La Visita del Santo Padre l’ho vissuta in Duomo”, racconta, “e quel saluto a Matteo è stato un dono”.

Simona Lombardini, 54 anni, impiegata presso Fondazione Fondazione Cultura di Santarcangelo, ha scoperto soprattutto la bellezza di andare oltre i confini abituali. “Mi porto dentro la bellezza degli incontri con tante persone. Alcune le conoscevo già, altre le ho incontrate proprio in queste settimane”. Per lei la visita del Papa è stata anche l’occasione per sentirsi parte di una realtà più grande: “È stato bello uscire un po’ dai confini della propria parrocchia”. E oggi il suo “Papa Leone” è soprattutto “quello che ho visto vicinissimo, ma anche quello che ha saputo mettere insieme una comunità”. Simona racconta di aver apprezzato proprio questa dimensione corale: persone diverse per storia e sensibilità, insieme per un unico obiettivo. “È stato bello creare nuove relazioni”, dice, riconoscendo nella visita un’occasione per uscire dai meccanismi abituali e guardare più lontano. 

Sono tre dei tanti volti di un popolo di circa 600 volontari che ha reso possibile l’accoglienza del Santo Padre. A tutti loro il Vescovo Nicolò ha voluto indirizzare un messaggio personale.
“Vorrei potervi abbracciare uno ad uno e ringraziarvi personalmente”, scrive il Vescovo. “Siete però, per fortuna, così tanti che non è possibile farlo. Per questo vorrei che vi raggiungessero almeno queste poche parole, semplici ma sincere”.
La prima è, appunto, grazie: “Grazie per il vostro tempo, la vostra disponibilità, la pazienza, la fatica, i sorrisi e lo spirito con cui avete servito. Ciascuno di voi, con il proprio compito, ha dato un contributo prezioso”.
Ma Nicolò invita a non fermarsi al ricordo della giornata. “Spero soprattutto che abbiate vissuto un incontro personale: con Dio – attraverso la presenza del successore di Pietro, Papa Leone XIV – e con le tante persone che avete incontrato, accolto, accompagnato e servito”. E aggiunge un auspicio per le relazioni nate durante queste settimane: “Continuate ad alimentare” l’amicizia tra tante persone che prima non si conoscevano, “è un dono prezioso che viene da Dio”.
Infine, lo sguardo va al futuro. “La visita del Papa si conclude, ma ciò che abbiamo vissuto continua: nella nostra vita, nella Chiesa e nella città”. Perché la festa di Rimini non rimanga soltanto una pagina da conservare nell’album dei ricordi, ma diventi una spinta a una maggiore adesione a Cristo e alla Chiesa, vissuta – come ha ricordato Leone XIV nell’omelia della Messa al Porto – con “spirito di servizio”.

Rimini dice grazie: due appuntamenti - Ora la Diocesi si prepara a dire pubblicamente il proprio grazie.
Il primo appuntamento sarà domenica 6 settembre alle 17.30 in Cattedrale, con la Santa Messa di ringraziamento presieduta dal Vescovo Nicolò. Sono invitati in particolare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della visita e quanti hanno partecipato alla giornata. Al termine della celebrazione è previsto un brindisi nel giardino della Curia. Il secondo appuntamento sarà a Roma, mercoledì 23 settembre, quando una delegazione della Diocesi incontrerà Papa Leone XIV nell’udienza generale per consegnargli il grazie di Rimini. Sarà un vero e proprio pellegrinaggio diocesano, presieduto dal Vescovo. Il programma prevede l’arrivo a Roma alle 7, il ritiro dei biglietti e, alle 10, l’udienza generale in piazza San Pietro. Al termine sarà possibile visitare la Basilica di San Pietro. Dopo il pranzo libero, alle 14.30, la Santa Messa in Basilica presieduta dal Vescovo Nicolò. Alle 16 la partenza per il rientro.
Per rendere riconoscibile la Diocesi di Rimini, tutti i partecipanti saranno invitati a indossare un cappellino blu, disponibile per chi ancora non lo possedesse a offerta libera.
Il servizio bus per Roma è organizzato da Ariminum Travel (tel. 0541 57679, www.ariminum.it[email protected]). Anche chi raggiungerà Roma con mezzi propri dovrà confermare la propria adesione per ottenere il biglietto d’ingresso all’udienza (0541 53956).
La Visita è finita. Ma per Rimini il viaggio continua: dal ricordo alla gratitudine, dalla gratitudine alla preghiera, dalla preghiera a gesti concreti di fraternità.
È questo il modo con cui la Diocesi vuole custodire l’onda di gioia che ha attraversato la città insieme a Papa Leone XIV e trasformarla in un cammino che prosegue nel tempo.

Le foto:

S. Messa fedeli, Vescovo Papa, volontaria: sono di Giacomo Bellavista

Pissidi Papa Leone XIV, Pissidi: sono di Lucia Gerini

Azione Cattolica: è di Azione Cattolica Diocesi di Rimini

 

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