Questa mattina, davanti alla Prefettura, Cgil, Cisl e Uil si sono presentate unite per ricordare la vittima sul lavoro Saim Myrtaj decduto ieri pomeriggio. Il gruppo dii partecipanti al presidio, si sono ritrovati per chiedere attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e per ricordare una persona che ieri è uscita di casa per andare a lavorare e non è più tornata. La Cgil aveva lanciato l’appuntamento parlando di una “strage quotidiana nei luoghi di lavoro”, invitando lavoratori e cittadini ad aderire. Una delegazione dei partecipanti a questa commemorazione sono stati ricevuti dal Prefetto.
FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL, con CGIL Rimini, CISL Romagna e UIL Rimini: “La sicurezza non si costruisce dopo le tragedie”
Questa mattina, davanti alla Prefettura di Rimini, FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL territoriali, insieme a CGIL Rimini, CISL Romagna e UIL Rimini, hanno tenuto un presidio per dire che di lavoro non si può morire. Una delegazione è stata poi ricevuta dal Prefetto.
Nei primi sette mesi del 2026, in Emilia-Romagna, sono già 48 le persone morte sul lavoro, il 2,1% in più rispetto all'anno scorso. In Romagna la scia di sangue non si ferma: dopo Faenza, il 1° ottobre, un altro operaio ha perso la vita in via Coletti a Rimini. I sindacati degli edili lo dicono con chiarezza: “Alla prevenzione e alla cultura della sicurezza servono controlli veri nei cantieri temporanei e mobili del settore edile”.
Ieri pomeriggio un operaio di 59 anni è caduto dal terzo livello di un ponteggio, in un cantiere residenziale di via Coletti a Rimini. È stato portato d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale "Bufalini" di Cesena, ma è morto per le gravissime ferite riportate. Alla sua famiglia vanno il nostro cordoglio e la nostra più sincera vicinanza, insieme a quelli delle segreterie territoriali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL e delle segreterie di CGIL, CISL e UIL. Ma al dolore si accompagna una forte voglia di reagire.
Non possiamo continuare a contare i morti. Non possiamo accettare che si esca di casa per andare a lavorare senza la certezza di tornarci. Dietro ogni lavoratore che muore c'è una persona, una famiglia distrutta, dei colleghi che assistono all'ennesima tragedia, e una sconfitta per tutto il settore. Ogni volta si ripete lo stesso copione: il cordoglio, l'indignazione, le dichiarazioni. Noi diciamo basta.
Nelle costruzioni la sicurezza deve venire prima di tutto: prima dei tempi di consegna, prima della produzione, prima dei costi, prima di qualsiasi interesse economico. Non esiste un lavoro così urgente da giustificare un rischio per la vita. Non basta più parlare di sicurezza solo dopo che qualcuno è morto. Servono prevenzione concreta, formazione vera, controlli, rispetto delle regole e dei contratti, un lavoro organizzato nel modo giusto, e presenza e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti e dei subappalti. Soprattutto, la sicurezza non va vista come un costo o come una pratica burocratica, ma come la condizione indispensabile per lavorare, alla base della cultura del lavoro.
Dopo il presidio di questa mattina, FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL territoriali sono state ricevute dal Prefetto per affrontare un tema tanto grave e delicato. Dopo aver ringraziato per la disponibilità, nonostante il poco preavviso, abbiamo richiamato le caratteristiche del settore e quanto è già stato costruito sul piano delle norme e dei contratti, sottolineando il valore della bilateralità e delle figure che si occupano di sicurezza, tra cui gli RLST, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sul territorio. Abbiamo apprezzato l'attenzione dimostrata e chiesto un impegno concreto per avere più ispettori: servono più risorse e più personale nei servizi di prevenzione delle Aziende USL e nell'Ispettorato del lavoro, per poter fare verifiche in tutti i cantieri.
Ogni infortunio deve darci la forza di migliorare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

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