La Polizia di Stato di Rimini ha arrestato due soggetti tunisini per tentata rapina impropria aggravata. Nel pomeriggio del 27 gennaio u.s., un equipaggio della sezione Volanti veniva inviato presso un esercizio commerciale sito all’ interno del Centro commerciale “Le Befane” a seguito di una segnalazione di furto con conseguente aggressione all’ addetto alla sicurezza da parte dei soggetti protagonisti dell’ accaduto. Giunti sul posto, i poliziotti constatavano un diffuso stato di agitazione e spavento tra le persone lì presenti e due soggetti stranieri che continuavano a gridare ed inveire contro l’ addetto alla sicurezza ed un altro operatore della sicurezza del centro commerciale. Nel frattempo gli agenti acquisivano informazioni dal vigilante, il quale scosso e ferito ad una mano, riferiva che poco prima tre soggetti avevano acquistato della merce, ma avevano insospettito il vigilante per aver occultato altra merce non pagata. Infatti, alla richiesta di verificare il contenuto della busta in loro possesso, uno si dava a repentina fuga, mentre gli altri due spintonavano l’ addetto alla sicurezza per impedirne il controllo. Ne nasceva una colluttazione nella quale veniva colpito con un pugno al volto il vigilante e cadevano diversi scaffali presenti all’ interno del negozio. La versione fornita dal vigilante veniva confermata dalla visione delle telecamere oltre al fatto che i soggetti avevano con loro la merce non pagata. In considerazione dei fatti accaduti i due stranieri venivano arrestati e condotti presso la Casa Circondariale di Rimini. Nella stessa giornata personale della Squadra Mobile, nello specifico la IV Sezione Antidroga e Contrasto al Crimine Diffuso, eseguiva un ordine di carcerazione nei confronti di un soggetto resosi autore di reati quali Lesioni Personali Aggravate, Detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e Resistenza a Pubblico Ufficiale, che tradotto presso la locale Casa Circondariale dovrà scontare una pena di due anni.
Si ricorda che nei confronti delle persone indiziate e imputate vige la presunzione di innocenza”.

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